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Il diritto di saccheggio

giovedì 29 ottobre 2026
Il diritto di saccheggio

2' di lettura

Dal tribunale di Milano arriva un sostanziale via libera ai saccheggi delle città. La gip Tiziana Landoni ha infatti annullato i risultati di una delle più brillanti e tempestive azioni di polizia, l’arresto dell’attivista islamico Youssef Siher che stava organizzando via social fin nei minimi particolari il secondo round della devastazione di Milano. Dice la giudice: lui non ha fatto nulla. Certo, era noto anche ai poliziotti che lo hanno arrestato e ai pm che ne hanno chiesto la carcerazione per evidente pericolosità sociale. I

mprovvisamente dal codice sparisce la parola “mandante” (colui che affida ad altri il compito di compiere atti contrari alla legge) e pure quella di “complice” (colui che prende parte in modo secondario ad attività criminose). Per intenderci, non si capisce che cosa ci fa Lavitola in cella visto che non è stato lui a mettere la bomba a Ranucci. Come è possibile? Mistero, certo che inquieta il fatto che la gip Landoni avesse di recente firmato un appello pro Gaza, la stessa causa per cui si batte il povero Youssef. Un giudice manifestamente pro pal che si occupa di un caso che riguarda i pro pal è uno dei tanti misteri della giustizia italiana. Risultato: Youssef Siher è il nuovo idolo della sinistra sulla scia di Ilaria Salis, da quelle parti chi va sotto processo per atti violenti è assai apprezzato. Immaginiamo che per lui ci sia già pronta una candidatura alle prime elezioni utili. Il suo programma è scritto in modo chiaro negli appunti ritrovati sul suo computer: sostegno all’estremismo islamico in tutte le sue forme, destabilizzazione e islamizzazione dell’Occidente. Meglio se in ticket con la gip Landoni, che un consigliere giuridico per evitare guai può essere utile. Tra le tante alternative possibili suggeriamo alla sinistra di candidarlo a sindaco di Milano: il sindaco del saccheggio libero e del sabato di caccia aperta ai poliziotti. Siher ringrazi il cielo di vivere nel mondo occidentale che lui odia: in un paese islamico sarebbe già stato impiccato.