Forse è esagerato chiamarlo “effetto manifestazioni”. Un po’ perché se c’è (e in una certa misura sì che c’è) è adesso e pensare che si possa trascinare fino al voto delle comunali della prossima primavera non rientra in nessun esercizio di realismo politico, un po’ perché sul piatto delle amministrative del 2027 il “fattore sicurezza” conta (eccome) ma non è l’unico elemento in base al quale i milanesi decideranno la nuova composizione di Palazzo Marino, e soprattutto perché la storia delle elezioni (sempre, a qualsiasi livello) ci insegna che un conto sono i sondaggi, le previsioni (e pure i desiderata di ogni parte coinvolta) e un altro è quel che avviene nel segreto dell’urna con la matita in mano e la scheda davanti. Tuttavia, signori, qui, cioè in una Milano ancora mezza vandalizzata dalle manifestazioni per niente pacifiche del fine settimana scorso, qualcosa è cambiato.
“EFFETTO MANIFESTAZIONI”?
Piaccia o no, la carica dei ragazzini incappucciati all’assalto di negozi e librerie, almeno per il momento, qualche reazione l’ha sollevata. Di sdegno, in massima parte. Di preoccupazione, di biasimo: ha certificato che, sul fronte delle candidature per la corsa a sindaco, si può legittimamente parlare di un «contributo a rafforzare la competitività elettorale del centrodestra e, in particolare, la figura di Silvia Sardone».
Il sondaggio, sinistra affossata dai vandali: quanto costano i saccheggi al Pd
Hanno lanciato la «mobilitazione permanente»: si raduneranno ogni sabato alle ore 15 nelle principali citt&a...Si tratta di un’elaborazione dell’istituto di analisi Yoodata fatta per Milano Quotidiano ed è, probabilmente, la fotografia più recente che immortala una Madonnina ancora in bilico sulla tornata dei mesi a venire. Lei, Sardone, leghista e milanese, conosciutissima in città, ha appena incamerato l’appoggio del partito che si è confermato nell’esito del congresso del Carroccio: non che la sua sia una strada in discesa (al contrario), ma a spulciare le percentuali che oggi la mettono a solo cinque punti, tra l’altro con una soglia di errore ancora consistente, in un eventuale ballottaggio con l’ex assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, l’impressione che possa sfruttare la situazione è concreta.
Dopodiché intendiamoci: le elezioni sono quelle cose certe solo un secondo dopo la chiusura dei seggi, però per ora, secondo lo studio, la faccenda potrebbe andare così. Potrebbe ossia virare su Majorino nel centrosinistra («la sua candidatura si consolida») e su Sardone nel centrodestra, perché «agli occhi degli elettori entrambi si presentano con un elevato coefficiente di credibilità tematica, sono percepiti come politici coerenti, radicati sul territorio e dotati di una conoscenza diretta delle dinamiche sociali della metropoli lombarda».
Sondaggio Ghisleri, una mazzata sinistra e maranza: cosa pensa l'81% degli italiani
Nel corso della settimana successiva alle devastazioni dei maranza nelle principali città del Nord Italia - Milan...All’opposto, chiaro, ma oppostamente speculari, tanto da essere in grado (a vicenda) di ridurre quella distanza che li separa: «Se fino a poche settimane fa gli orientamenti di voto apparivano relativamente cristallizzati, gli eventi di metà ottobre sembrano aver aumentato la volatilità elettorale e la disponibilità al cambiamento di una quota non marginale dell’elettorato milanese», specifica il rapporto: d’altronde quel 53% al 47% è «un dato ancora favorevole a Majorino» ma è anche «significativamente più contenuto rispetto alle dinamiche registrate nelle precedenti amministrative» (e la prova provata è che il dem capogruppo in Regione, da giorni, non fa che commentare i disastri del 17 e del 18 ottobre e appellarsi a modo suo al tema sicurezza: «Voglio andare oltre le polemiche, però dico al governo che adesso deve mandare questi benedetti 500 agenti della Polizia dello Stato che la città sta aspettando da più di quattro anni», è la sua ultima dichiarazione di ieri).
Sondaggio Porta a Porta, altra mazzata per Pd e Avs: cosa pensa il 72% degli italiani
La sinistra è completamente slegata dalla realtà. Lo dimostra ciò che è accaduto durante il ...NIENTE ANCORA CERTO
Cosa vuol dire tutto questo? Di chiuso niente (perché è troppo presto e sarebbe anche troppo frettoloso liquidare la faccenda con qualche considerazione estemporanea), però il punto è forse proprio questo. Né il centrosinistra né il centrodestra hanno ufficialmente ancora scaldato i motori e fatto quadrato attorno ai loro front-man (o front-woman): Majorino ha lo spettro dell’ex direttore di Repubblica Mario Calabresi sulla candidatura, Sardone deve convincere gli alleati che preferirebbero una figura più moderata come quella del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago (Forza Italia). Nel frattempo, e questo è l’unico dato che vale incontrovertibilmente per tutti e due gli schieramenti, il tempo si assottiglia.




