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Sanremo 2026, Bizzarri insulta La Russa e gli italiani: "Paese di rinc***"

martedì 24 febbraio 2026
2' di lettura

Luca Bizzarri insulta Ignazio La Russa e gli elettori. Al centro Sanremo 2026 e quanto accaduto ad Andrea Pucci, il comico che ha dovuto fare un passo indietro dopo gli attacchi e le minacce di Pd e compagni. A riguardo il presidente del Senato ha preso le difese di Pucci. La Russa si è rivolto, attraverso un video, direttamente al direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, affinché possa richiamare sul palco il comico. Apriti cielo. Su X il comico genovese si è rivolto al proprio pubblico per criticare l'intervento sui social. "Io credevo fosse Lercio. Non ci faccio neanche una puntata su 'sta roba qua, perché non abbiamo più speranze", ha affermato Bizzarri. "Siamo un Paese di elettori rinco...", ha concluso. Insomma, sembra che per Bizzarri chi ha votato il governo di Giorgia Meloni sia un "rinc***".

Parole che hanno scatenato gli utenti del web. "Luca Bizzarri dovrebbe cercare di fare soltanto il Comico, anche perché spesso non gli riesce..", si legge in uno dei commenti. E ancora: "Ma Luca Bizzarri non fa l’attore? Dai, basta così", "Elettori rinc***niti, dici. E pensare che se votassimo tutti a sx avremmo avuto l'approvazione di Luca Bizzarri. Come dite? Beh.. in effetti...", "La sinistra riparte da Luca Bizzarri, etc etc etc Fine, nulla da aggiungere".

E c'è anche chi ricorda a Bizzarri che "dimentica una cosa fondamentale: La Russa è la seconda carica dello Stato, eletto democraticamente dal Parlamento, vice di Mattarella e garante di un’istituzione che rappresenta tutti gli italiani, non solo una parte. Il suo intervento? Ha espresso solidarietà a un comico che ha ricevuto insulti e minacce intollerabili solo per aver accettato un invito artistico (senza pressioni, come confermato da Conti). Ha chiesto un gesto riparatorio, non imposto nulla. È il ruolo di un presidente del Senato: difendere la libertà di espressione e condannare la violenza verbale, a prescindere da opinioni politiche. Insultare la seconda carica dello Stato con termini volgari non fa satira, fa solo polarizzazione gratuita. Rispettiamo le istituzioni e chi le rappresenta, anche quando non ci piacciono le loro idee. Altrimenti siamo noi a rinc***irci davvero".