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Legge elettorale, Cattaneo: "Franchi tiratori in FI? Non bisogna guardare in casa nostra"

mercoledì 15 luglio 2026
1' di lettura

"Franchi tiratori in Forza Italia? Noi abbiamo fatto una riunione di gruppo che è stata assolutamente serena e non c'è stata nemmeno una sbavatura, quindi assolutamente non bisogna guardare in casa nostra". Così Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, intercettato dai cronisti all'uscita della Camera dei Deputati, dopo il voto sull'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. "Evidentemente ci sono 30 che rispetto alle votazioni hanno cambiato orientamento", ammette il deputato azzurro, che però poi sottolinea, ma tutto questo non modifica "la sostanza della legge", conclude.

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"Chi ha tradito? Direi che è difficile saperlo col voto segreto. Questi sono i rischi che ci sono sempre coi voti segreti. Dai nostri conti più o meno una trentina di voti si sono spostati, sempre che tutti gli altri abbiano dichiarato esattamente quello che hanno fatto. Ad esempio se Futuro Nazionale non avesse detto cosa ha fatto sarebbero meno. E questo è quello che è successo. Quindi c'è stata una piccola parte della maggioranza che non ha seguito l'indicazione". Così il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari, uscendo da Montecitorio dopo il voto che ha bocciato l'emendamento sulle preferenze. "Se maggioranza può andare avanti? La legge può andare avanti tranquillamente, anche perché c'è un testo che è stato licenziato dalla commissione e che è arrivato in aula. Questo era un emendamento per l'aula che andava a impattare su un aspetto che era quello della selezione dei candidati. L'impianto della legge resta in piedi e c'è un accordo di maggioranza. Quindi per noi stasera si continua a lavorare", commenta l'esponente del Carroccio, prima di parlare del voto dei suoi deputati: "La Lega infatti ha votato sì, esattamente come ha detto la nota e come è stato ribadito nella assemblea di gruppo che abbiamo fatto prima della seduta". "Se mi sento di mettere la mano sul fuoco sui deputati leghisti? Non ho motivo di pensare che non l'abbiano votato", conclude.

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"Non tutte noi abbiamo cambiato partito per avere un seggio assicurato e noi ci preoccupiamo anche delle altre donne, di quelle che son qui e di quelle che vorranno essere qui nei prossimi anni perché noi non ci rassegniamo a un futuro con un parlamento con meno donne". Così la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga, in Aula alla Camera, replica alla deputata di Futuro Nazionale Laura Ravetto, durante l'esame di subemendamenti del Pd sull'alternanza di genere anche per i capilista. Non si è fatta attendere la replica della Ravetto: "Le critiche la signora Braga non le faccia solo quando c'è qualche spostamento a destra, guardi anche a sinistra quando per esempio Madia lascia il vostro partito. Braga sta dicendo quindi che se non ci sono le quote il suo segretario Schlein non candiderà il 50 per cento di donne nel suo partito perché non le ritiene all'altezza?". 

Redazione