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Moratoria

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di Filippo Facci

Giulio Bucchi
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Tocca difendere persino Lele Mora, uno che mi fa schifo solo a vederlo: ma è davvero insopportabile che il baby-sindaco di Cortina l'abbia definito «persona non gradita» dopo che per un decennio gli ha riempito la località di grana e di vip. Fa niente se il talent-scout non è inquisito e non ha condanne né altro: è girato il vento, sicché «Mora e il suo circo» ora dovrebbero sloggiare, così, come se Cortina non fosse soggetta all'articolo 16 della Costituzione («Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale») e come se si trovasse in Texas con un sindaco pistolero. Ha detto, il sindaco, che Mora e i suoi personaggi - tipo Sabrina Ferilli, Luisa Corna, Aida Yespica e Nina Moric - sono «molto distanti dal nostro target»: come se Cortina non fosse stata già un circo quando Mora portava ancora i pantaloni corti, come se il pubblico della kermesse di «Cortina Incontra» fosse diverso da quello identicamente televisivo che accorre ogni estate per guardare altri vip del circo mediatico, come se la Onlus messa in piedi da Mora a Cortina, e che ha permesso di costruire asili e scuole per migliaia di bambini in Bolivia, fosse peggiore della «InSè Onlus» che a Cortina ha fatto progetti analoghi per i bambini del Mozambico. Che guerra tra poveri, tra vecchi e nuovi conformismi, tra vippame in canotta e vippame incravattato.

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