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Uccise rapinatore, chiesti 9 anni di reclusione

Richiesta durissima dal pg di Milano contro il tabaccaio Giovanni Petrali. Castelli (Lega): "Accanimento"

domenico d'alessandro
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"Si è trattato di omicidio volontario e tentato omicidio". Con questa ricostruzione il procuratore generale Pietro De Petris di Milano ha chiesto una condanna a nove anni e mezzo di reclusione per Giovanni Petrali (nella foto), il tabaccaio che il 17 maggio 2003 uccise e ferì due rapinatori che tentavano un colpo nella sua attività. L'uomo colpì a morte il 20enne Alfredo Merlino e ferì Andrea Solaro, oggi di 24 anni. Secondo il pg, Petrali commise un omicidio volontario e un tentato omicidio, nonostante il tabaccaio fosse stato condannato, in primo grado, a un anno e otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena per omicidio colposo, lesioni colpose e porto illegale di armi (imputazione, quest'ultima, dichiarata prescritta). CASTELLI, LEGA: "ACCANIMENTO" - Roberto Castelli, esponente della Lega Nord, dopo le richieste del pg ha commentato: "Perchè la magistratura italiana tende a lasciare liberi i criminali e si accanisce contro i cittadini aggrediti? Eppure l'articolo 101 della Costituzione recita 'La giustizia italiana è amministrata in nome del popolo'. Il popolo la pensa così? Io dico di no". Al di fuori del Tribunale una decina di persone ha dato vita a un presidio organizzato dal Carroccio: manifestavano la propria solidarietà a Petrali.

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