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Schiaffo a Mario: sarà il Cav (con Putin) a salvare i nostri marò

Silvio a Mosca annuncia: per far scarcerare i militari sono pronto a utilizzare l'amicizia con il mio amico Vladimir

Lucia Esposito
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Non è il motivo principale del viaggio in Russia, che ha un carattere sostanzialmente privato. Ma «se dovesse servire» per risolvere il caso dei marò, Silvio Berlusconi si dice «pronto» a mettere in campo «quella diplomazia dell'amicizia» che ha coltivato sin dal proprio esordio sulla scena politica internazionale. In particolare, il Cavaliere ha curato un rapporto su tutti, forse anche  a causa delle  molte affinità (non solo politiche)  in comune, ed è la simpatia che lo lega a Vladimir Putin. Oggi Silvio lascerà Roma proprio per andare da lui: lo “zar” attende l'ex premier italiano per festeggiare il ritorno al Cremlino. È il terzo mandato da presidente della Repubblica. E l'uomo di Arcore ha voluto essere il primo leader europeo a far visita al collega: è un evento a suo modo storico, data  la storia recente della democrazia russa, e va celebrato a dovere. «È stato Putin a invitare Berlusconi, ci tiene a lui», ha spiegato il portavoce del primo ministro Dmitry Peskov. Senza tuttavia confermare il luogo dell'incontro. Negando, anzi, che possa essere la dacia dello “zar” a un centinaio di chilometri da San Pietroburgo. Teatro dell'ultimo incontro tra i due, nell'ottobre 2011, in occasione del compleanno numero 59 dell'ex spia del Kgb. Marò, che fare? Ora si dà il caso che il neo-presidente della Federazione russa sia alla guida di un Paese che ha ottimi rapporti con l'India. Entrambi sono Stati del Bric, cioè quell'area geograficamente disomogenea (Brasile, Russia, India, Cina), ma unita da una forte crescita economica e da intensi rapporti commerciali. Destino vuole che le autorità indiane detengano in carcere i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, indagati per l'omicidio di due pescatori avvenuto in acque internazionali. I tentativi diplomatici condotti dal ministro degli Esteri Giulio Terzi finora sono stati poco produttivi. Così come  la missione del sottosegretario Staffan de Mistura.      Che fare? Berlusconi non ha alcuna intenzione di scavalcare Mario Monti: il rapporto con il successore è buono e Silvio non vuole creare sovrapposizioni o fraintendimenti con iniziative unilaterali. È anche vero, però, che un'eventuale mediazione di Putin potrebbe essere decisiva per sbrogliare il groviglio politico-giudiziario in cui sono finiti impigliati i due fanti di marina italiani. Dunque, se Palazzo Chigi dovesse chiedere, Berlusconi sarebbe ben felice di trasformare una trasferta strettamente ludica, in una missione di politica estera finalizzata a evitare il degenerare della crisi diplomatica tra Italia e India. D'altronde il pidiellino Guido Crosetto lo dice chiaramente: «Qualcuno del governo chiedesse un consiglio e magari una mano a Berlusconi e Letta, magari prima che avvenga l'incontro con il nuovo presidente russo».  Porta a porta   Prima della partenza, il Cavaliere ha un altro impegno importante: di buon mattino sarà ospite di Bruno Vespa a  Porta a Porta (in studio anche il direttore di Libero Maurizio Belpietro) per un one man show, il primo dalla fine dell'esperienza governativa. Silvio illustrerà la strategia per il 2012. La cui ossatura è in parte già svelata: sostenere il governo tecnico («Con convinzione e lealtà»), fare le riforme con la sinistra («Lavoriamo con l'opposizione per cercare di modernizzare il Paese e renderlo governabile»), minimizzare il voto delle Amministrative («Solo un test locale»), ribadire il passo indietro («Non mi ricandido per la settima volta») e, nel contempo, rilanciare il partito e la politica delle alleanze. di Salvatore Dama

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