Leoncavallo, De Corato contro Sala: "Nuova sede uno sfregio ai milanesi. Pronto l'esposto"

venerdì 29 agosto 2025
Leoncavallo, De Corato contro Sala: "Nuova sede uno sfregio ai milanesi. Pronto l'esposto"

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Una "porcata", una "indecenza inaccettabile". Dalla Lega a Fratelli d'Italia, è una pioggia di critiche durissime a Beppe Sala e alla Giunta guidata dal Pd che ha deciso di "regalare" al Leoncavallo una nuova sede, tramite bando pubblico "cucito su misura" per il centro sociale rimasto senza casa dopo lo sgombero dei locali di via Watteau della scorsa settimana. Con ogni probabilità si tratterà di un capannone di proprietà del Comune di Milano nella zona di Porto di Mare (periferia Sud Est della città) in via San Dionigi, a pochi metri dalla storica Abbazia di Chiaravalle.

"Apprendo, senza sorpresa, che la Giunta di Milano ha approvato le linee di indirizzo del bando per la cessione del diritto di superficie dell'immobile di via San Dionigi, destinato con ogni probabilità a diventare la nuova sede del Leoncavallo - accusa Riccardo De Corato, storico vice-sindaco di Milano nelle giunte di centrodestra degli anni Duemila, oggi deputato di Fratelli d'Italia e vice-presidente della Commissione Affari Costituzionali. Per lo "sceriffo" De Corato, si tratta dell'"ennesimo sfregio alla città e ai milanesi. Presenterò immediatamente richiesta di accesso agli atti e depositerò un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti affinché siano accertati, in tempi rapidi, tutti i profili di legittimità e di merito dell'operazione".

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"L'accesso agli atti - spiega De Corato - servirà a verificare: la sussistenza dell'interesse pubblico concreto e attuale alla cessione del diritto di superficie; la congruità economica dei canoni o del corrispettivo rispetto al valore di mercato e ai costi di eventuali lavori; la parità di trattamento e la trasparenza delle regole di gara, come impongono la normativa sulla concorrenza e i principi del Codice dei contratti pubblici; l'assenza di conflitti di interesse e la completezza dei pareri tecnici e contabili. Qualora emergessero carenze istruttorie o scelte manifestamente illogiche, chiedo alla Giunta di esercitare l'autotutela per sospendere l'efficacia degli atti e, se del caso, annullarli o revocarli, prima che si producano effetti pregiudizievoli per il Comune e per i cittadini".

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"Alla Corte dei Conti - continua l'esponente di FdI - chiederò di valutare possibili profili di danno erariale: un prezzo o un canone sotto soglia, oneri manutentivi o di sicurezza scaricati sul bilancio comunale, mancata riscossione di canoni, concessioni non sorrette da adeguata motivazione di interesse pubblico, o condizioni che, di fatto, avvantaggino un soggetto a scapito della collettività. Invece, alla Procura della Repubblica chiederò di verificare l'eventuale sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti nelle fasi di programmazione, predisposizione del bando, aggiudicazione e gestione, fermo restando il pieno rispetto della presunzione d'innocenza". 

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"C'è poi un tema di compatibilità urbanistica e di sicurezza", prosegue De Corato. "In via San Dionigi i residenti segnalano da tempo disagio sociale, spaccio e degrado. L'insediamento di un centro sociale di quelle dimensioni rischia di aggravare criticità già note. Per questo chiederò che, prima di ogni decisione definitiva, siano prodotti e pubblicati gli atti relativi alla conformità urbanistico-edilizia, alla destinazione d'uso e ai titoli abilitativi, ai requisiti igienico-sanitari e antincendio, nonché una puntuale valutazione d'impatto su ordine e sicurezza pubblica con il coinvolgimento di Prefettura e Questura, anche alla luce della normativa sulla sicurezza urbana. Senza questi presupposti, procedere sarebbe irresponsabile". "Ricordo, inoltre, che in città risultano altri nove stabili occupati abusivamente da centri sociali. Mi domando cosa stia aspettando la Magistratura a disporre gli sgomberi degli immobili, laddove accertati i presupposti di legge. Per tutte queste ragioni chiedo la sospensione dell'iter su via San Dionigi fino alla piena pubblicazione degli atti e alla conclusione delle verifiche. Milano merita decisioni fondate su legalità, trasparenza e tutela dell'interesse pubblico, non scorciatoie ideologiche. Continuerò a dare voce ai milanesi che chiedono sicurezza e rispetto delle regole, in ogni quartiere della nostra città", conclude il deputato.