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Milano, il prete torturato dal maranza: sputi, molestie, atti osceni

di Alessandro Aspesigiovedì 9 aprile 2026
Milano, il prete torturato dal maranza: sputi, molestie, atti osceni

3' di lettura

È giunta ieri notizia che venerdì scorso la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un cittadino egiziano di 21 anni. Il giovane maranza, dopo le indagini svolte dagli investigatori, è stato ritenuto gravemente indiziato di condotte persecutorie e minacciose ai danni di un parroco e di un’ausiliaria diocesana. Ma non solo. Il nordafricano si sarebbe inoltre reso protagonista di ripetute intrusioni all’interno dei locali parrocchiali nonché di comportamenti molesti verso fedeli e collaboratori.

L’attività investigativa è partita dopo che a marzo i due religiosi, esasperati dall’atteggiamento sempre più imprevedibile e pericoloso di quel maranza che non dava loro pace, si erano recati presso i Commissariati di Lorenteggio e di Porta Genova per sporgere denuncia. Gli accertamenti svolti dagli agenti del Commissariato Porta Genova avevano ben presto permesso di ricostruire nel dettaglio quello che la Questura avrebbe poi definito «un allarmante susseguirsi di episodi di violenza verbale e fisica».

Secondo quanto accertato dagli investigatori il 21enne egiziano, nel corso dell’ultimo anno, avrebbe sviluppato un atteggiamento sempre più ostile e aggressivo nei confronti dei membri della comunità parrocchiale. Vere e proprie esplosioni di aggressività che avrebbero spinto il nordafricano perfino a minacciare di morte sia il parroco che l’ausiliaria. Intimidazioni che comprensibilmente hanno generato nei due religiosi un fortissimo stato d’ansia. Il maranza avrebbe inoltre insultato e sputato addosso al parroco e alla sua assistente nonostante i loro continui e garbati inviti ad allontanarsi.

Fatti di estrema gravità quindi, soprattutto perché confermati anche dalle testimonianze di diversi volontari e fedeli che negli ultime mesi hanno osservato il 21enne introdursi regolarmente all’interno degli spazi parrocchiali scavalcando i cancelli per poi rimanere all’interno contro la volontà dei responsabili. L’egiziano avrebbe inoltre cercato di disturbare il normale svolgimento delle funzioni religiose abbandonando rifiuti e tenendo comportamenti inappropriati e talvolta osceni. Tanto che secondo le dichiarazioni dei testimoni il nordafricano era ormai diventato un grave e costante impedimento per il normale svolgimento della vita parrocchiale in zona Giambellino, al punto da indurre alla chiusura dei locali al di fuori delle celebrazioni liturgiche.

La Questura ha fatto sapere che il giovane indagato non è affatto nuovo a comportamenti di questo tipo. Al contrario il 21enne è una vecchia conoscenza di polizia e carabinieri essendo già destinatario di numerosi ordini di allontanamento da parte delle Forze dell’Ordine. L’egiziano risulta inoltre essere già avere alle spalle precedenti episodi di resistenza, minacce e molestie. Sulla vicenda interviene l’ex vice sindaco delle passate giunte di centro destra milanesi Riccardo De Corato. «Mi chiedo se Palazzo Marino si renda conto che ormai Milano è diventata una kasbah dove, se non ci sarà un'inversione di rotta, nel giro di qualche anno i cristiani non saranno nemmeno più liberi di professare la loro fede senza essere vessati» spiega il deputato di FdI invocando «tolleranza zero nei confronti della prepotenza di quegli islamici che non rispettano le nostre tradizioni religiose».

«Quanto accaduto al Giambellino rappresenta un fatto di una gravità assoluta» spiega a sua volta Davide Ferrari Bardile, responsabile del Comparto Sicurezza della Lega a Milano «colpire un sacerdote e chi ogni giorno dedica il proprio tempo alla comunità significa colpire non solo delle persone, ma un intero sistema di valori, identità e convivenza civile». «I luoghi di culto sono presidi morali e sociali che devono essere tutelati senza alcuna esitazione» continua l’esponente del Carroccio. «Le nostre radici, la nostra cultura e i valori che ci appartengono devono essere difesi ad oltranza, senza compromessi e senza ambiguità». Preoccupato anche il consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico. «Non so se l’egiziano arrestato abbia agito in questo modo per vizio di mente o per fanatismo religioso ma la realtà non cambia» spiega il consigliere azzurro. «I milanesi, di fronte ad atti di tale gravità devono assolutamente denunciare immediatamente e senza alcune esitazione: la libertà di professare la nostra fede non dovrà mai più essere messa in discussione».