Prendere un’attività vecchia di secoli, il pegno, e inserirla nel lessico del capitalismo contemporaneo, con app, valutazioni a distanza, polizze digitali, aste online e perfino l’art lending laddove un tempo c’era il semplice credito su garanzia. È questa l’operazione realizzata da Kruso Kapital, società milanese quotata in Borsa che ha preso un mestiere antico e lo ha spinto dentro la modernità, trasformandolo in un prodotto finanziario tecnologico e perfino internazionale.
L’idea, in fondo, è tanto antica quanto attuale: ottenere liquidità immediata lasciando in garanzia un bene prezioso. Ma il punto è come questo schema sia stato riscritto. «Abbiamo preso un prodotto del Medioevo, l’abbiamo sviluppato, l’abbiamo reso bancario, l’abbiamo reso moderno», spiega Giuseppe Gentile, General manager della società. E in effetti il salto è evidente: non più il vecchio Monte di Pietà, ma una piattaforma fatta di sedi fisiche e offerte virtuali capaci di parlare il linguaggio della finanza contemporanea.
D’altra parte, il pegno non è affatto un prodotto per soli poveri. C’è chi vi ricorre per una difficoltà temporanea, ma c’è anche un’altra clientela, fatta di imprenditori, professionisti, persone con patrimoni solidi e con esigenza di liquidità immediata. Gente che non vuole vendere un Rolex, un Cartier, un diamante o persino un’opera d’arte, ma semplicemente trasformare per qualche mese un bene illiquido in cassa disponibile. Magari per investire rapidamente denaro in qualche attività finanziaria o, come accade talvolta, per rimediare a un danno causato all’auto di lusso del marito senza dare troppo nell’occhio.
I numeri, del resto, raccontano una realtà molto articolata. Se il ticket medio si aggira intorno ai 1.600 euro, ci sono operazioni di ben altro peso. A Milano, ad esempio, «è stato erogato un finanziamento da mezzo milione di euro in un solo giorno, garantito da una collezione di orologi di alta gamma», racconta Gentile. E non si tratta di eccezioni isolate: tra i beni più pregiati compaiono Audemars Piguet, Patek Philippe da centinaia di migliaia di euro, diamanti di grande caratura e gioielli delle grandi maison. È il segno che il mercato si muove su più livelli, dove il piccolo prestito convive con operazioni da private banking.
Anche la geografia del pegno racconta un’Italia a più velocità. Milano e Roma sono le piazze più sofisticate, dove accanto all’oro cresce il peso degli orologi di lusso e degli oggetti ad alto valore. Firenze e Venezia riflettono invece una clientela più patrimoniale, con una presenza significativa di pietre preziose e gioielli legati a famiglie storiche. Poi ci sono casi come Brescia, dove fino al 90% della clientela è straniera.
«Il nostro è un modello che aggira il giudizio classico della banca e si concentra sull’oggetto, non sul ceto, aprendo così a una platea molto più ampia, che comprende anche chi, pur avendo reddito, non è pienamente bancabile», sottolinea il General manager. Questo anche grazie alla spinta sulla digitalizzazione, per la quale la società milanese rappresenta un caso unico a livello europeo. «Noi siamo tra i pochi ad aprire ancora oggi nuove sedi, per quanto una quota crescente delle polizze nasce online: il cliente fotografa il bene, riceve una valutazione preliminare, può spedirlo tramite vettore specializzato e gestire tutto il ciclo – dalla stipula al rinnovo – via app. Lo stesso vale per le aste, trasferite su piattaforme digitali che consentono di partecipare da qualsiasi luogo», spiega Gentile. «È la dimostrazione che anche un’attività considerata polverosa può diventare tech, se dietro c’è una visione industriale».
Oggi Kruso Kapital conta oggi circa 140 dipendenti, con una presenza distribuita tra Italia ed estero (Grecia e Portogallo). La stragrande maggioranza dei clienti rinnova o estingue il finanziamento nel giro di pochi mesi, mentre una quota tra il 5% e il 7% delle polizze finisce all’asta, a conferma di come questo strumento venga utilizzato soprattutto come leva temporanea di liquidità e non come ultima risorsa. n fondo, è proprio questo il punto di arrivo della trasformazione: un’attività nata per rispondere a bisogni immediati che oggi si muove dentro le logiche della finanza evoluta. Di fatto mantenendo la stessa funzione di sempre, ma con strumenti molto più moderni.




