(Adnkronos) - Sul fronte occupazionale, sulla base dell'elaborazione dei dati forniti dalle aziende rispondenti all'indagine campionaria Smi, la filatura laniera palesa contrazioni di lieve entita' rispetto ai livelli del 2011, mentre nel caso della filatura cotoniera si devono registrare cali di un certo rilievo, su tassi a due cifre. Nel 2012 l'export settoriale non ha brillato, anche se i temuti crolli non si sono verificati; il decremento delle vendite estere, secondo le previsioni, dovrebbe fermarsi al -7,5%. Complessivamente, pertanto, il fatturato estero settoriale dovrebbe restare al di sopra dei 900 milioni di euro. Contestualmente l'import, dopo un biennio di crescita su ritmi estremamente vivaci, per l'anno 2012 e' stimato in calo del -19,1%, corrispondente a poco piu' di 860 milioni di euro. Sul dato settoriale grava in particolare il cedimento sperimentato dal filato di cotone. A fronte di questo andamento dell'interscambio con l'estero, il saldo commerciale torna positivo per 58 milioni di euro, piu' che compensando quindi il deficit accusato lo scorso anno. Tuttavia, il risultato e' da ascrivere in primis alle performance del filato cardato in lana; viceversa, se si guarda ai primi nove mesi del 2012, resta negativo (anche se in netto miglioramento rispetto al 2011) il saldo del filato di cotone, ma anche di lino e del pettinato in lana. (segue)




