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Vittorio Feltri contro Paolo Becchi sul voto Rousseau: "Altro che democrazia, è una vera maialata"

3 Settembre 2019

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Vittorio Feltri contro Paolo Becchi sul voto Rousseau: "Altro che democrazia, è una vera maialata"

"Sei d'accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?". È su questo quesito, pubblicato sulla piattaforma pentastellasta Rousseau, che si scontrano i pareri di Paolo Becchi e il direttore di Libero, Vittorio Feltri. "Il referendum rischia di far saltare tutto". Si intitola così l'articolo del filosofo convinto che il voto degli attivisti M5s sia decisivo: "Tocca agli iscritti dire l'ultima parola. Cosa c'è in gioco? La nascita del nuovo governo sponsorizzato dalla nuova coppia politica del momento, Grillo e Renzi che sono i veri sponsor di questa porcata. Non solo, c è qualcosa di più: la morte del M5s". E ancora: "Il voto degli iscritti conta, come in questi giorni è stato ribadito più volte da Di Maio e da Davide Casaleggio". 

Di diverso parere Feltri: "I grillini si accingono oggi a prendere per i fondelli Mattarella, il quale pur avendo dato il via alla formazione del governo giallorosso, una maialata seppur costituzionalmente corretta, dovrà attendere il responso del referendum indetto da Davide Casaleggio, il padrone della cosiddetta piattaforma Rousseau, una specie di imbroglio organizzato come simulacro della democrazia diretta". Insomma, per il direttore la consultazione non cambierà un bel niente di quanto già deciso.

Trovate il dibattito integrale tra Feltri e Becchi su Libero in edicola oggi, martedì 3 settembre

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Commenti all'articolo

  • chimangio

    03 Settembre 2019 - 15:03

    Mattarella, un figurone, Veramente lo statista che l'Italia aspettava. Sguardo fiero, testa alta, parole chiare e due palle così! Non corrisponde all'immagine vista in tv? Peccato era un'illusione. Quello della realtà è sempre più rincagnato e schiacciato sotto i diktat UE ed incapace di affermare l'urlo che viene dagli italiani: maggioranza possibile non è obbligatoria se non condivisa dal paese.

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