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Saviano: "Gli italiani? Provinciali"Perché non leggono il suo libro...

Roberto Saviano

In un'editoriale, l'autore di "Zero Zero Zero" scrive: "I traffici della droga sono più importanti della politica. Da noi vince solo l'autoreferenzialità"

Ignazio Stagno
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Se parli di camorra, Scampia e del film Gomorra, non sei provinciale. Se invece non parli di narcotraffico messicano allora lo sei. In sinetsi è questo lo sfogo di Roberto Saviano su l'Espresso. L'autore di Gomorra la prende alla larga. Attacca tutti i media italiani tacciandoli di "provincialismo". Per poi come sempre arrivare al solito punto: "Il narcotraffico". Un liet motiv che non ha portato bene a Saviano, dato che il suo libro Zero, Zero, Zero, dedicato appunto al traffico internazionale di stupefacenti non ha convinto nessuno e le copie stagionano ancora nei magazzini della Feltrinelli. Saviano contro tutti -  Ma Roberto non si rassegna e allora critica la stampa, colpevole a suo dire di non occuparsi di queste vicende. I giornali "trattano l'Italia come un luogo che non può sopportare confronti e gli italiani come interessati solo a quel che accade a un palmo dal loro naso", afferma Saviano. Che prontamente dopo la bastonata parte con lo sponsor del suo libro invenduto: "Se poi attribuiamo alla Caduta del Muro, e a quel che ne è seguito, un'importanza quasi capitale, vale la pena ricordare che nello stesso anno Félix Gallardo "El Padrino", fondatore e capo del cartello di Guadalajara e leader incontrastato del narcotraffico messicano, convocò in un resort di Acapulco tutti i più potenti narcos messicani. Mentre il mondo si preparava alla caduta del Muro, in una cittadina del Sud-ovest messicano, lontano dai riflettori, si pianificava il futuro del pianeta. E' solo un esempio di come ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza, nel tempo, può influenzare le nostre vite, anche se nell'immediato non ce ne accorgiamo". Come dire, se vuoi sapere tutto, ma proprio tutto su come va il mondo, non ti resta che compare Zero, Zero, Zero. Il provinciale sei tu -  E ancora: "La nostra patologica autoreferenzialità ha reso il livello della narrazione, come è normale per temi che nel tempo vanno usurandosi, sempre meno coinvolgente. Fino ad arrivare al racconto di una politica che si nutre di baruffe polverose dietro cui non si scorgono idee, ma solo paura del futuro. Sì, del futuro e delle nuove generazioni". Saviano scorda però che il più grande sostenitore della autorefenzialità è proprio lui. Da anni va in tv, ospite dell'amico Fabio Fazio a Che tempo che fa, solo per parlare dei suoi libri, di camorra, di 'ndrangheta e ora di narcotraffico. Sui primi due filoni avrà fatto almeno una ventina di monologhi in latrettante puntate dello show di Rai3. Sul secondo c'ha provato un paio di volte ma il risultato è stato in pratica un flop colossale. Caro Roberto, i media tu li conosci bene. Anche i tuoi libri lo sono. Si scrive, si racconta ciò che pensi possa interessare di più al tuo lettore o al tuo pubblico. A volte capita che qualcosa vada storto. Che una storia, magari interessante nella tua testa diventi poco interessante per il pubblico. E' il gioco dei media e della vita. Ma forse il vero provincialismo è il tuo, che da anni racconti solo te stesso perchè hai finito la benzina che avevi quando a 26 anni con Gomorra hai dimostrato di essere uno scrittore di razza. (I.S.)

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