Cerca

Coincidenze

Il governo monocolore della Kyenge: Negro, Marrone e Carbone

Spulciando nello staff del ministro dell'Integrazione spuntano cognomi "evocativi". E c'è pure un... Cherubini

9 Gennaio 2014

9
Cécile Kyenge

Cécile Kyenge

Il ministero è quello dell’Integrazione. E il ministro è senza dubbio uno dei più noti dell’esecutivo guidato dal premier  Enrico Letta: Cécile Kyenge Kashetu, immigrata in Italia nel lontano 1983 dalla Repubblica Democratica del Congo. È il primo ministro di colore della storia della Repubblica italiana. E - almeno a  giudicare dai cognomi dei principali collaboratori che si è scelta - la Kyenge è riuscita a varare il primo ministero monocolore. 

Il suo segretario particolare si chiama infatti Paolo NEGRO. Il consigliere per il dialogo fra le culture e le religioni è il dottor Marco MARRONE. Il capo di gabinetto è  invece il dottor Angelo CARBONE. Nella squadra più stretta del ministro soltanto un collaboratore esce fuori dal monocolore: è il consigliere diplomatico. E se anche in questo caso il nome deve essere evocativo, significa che la Kyenge punta a relazioni molto in alto: il consigliere è infatti il ministro plenipotenziario Piergiorgio CHERUBINI…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    14 Gennaio 2014 - 19:07

    Per la pretesa "integrazione", di chi in realtà non ha affatto intenzione di integrarsi ma pretende di imporre all'Italia gli stessi costumi dei Paesi di provenienza (culture??), è stato creato addirittura un ministero, cosa di per sé già priva di qualsiasi buon senso. Peggio, a guidare questo ministero è stata scelta una persona proveniente dal Congo, di cui sentivamo proprio tanto la mancanza, l'ineffabile Cecile Kyenge Kashetu, di cui si sarebbero dovute conoscere le caratteristiche di attivista (l'ha scelta Enrico Letta, non dimentichiamoci mai di questo particolare). Tutta la struttura ministeriale che fa capo alla nostra Cecile è pagata dagli Italiani, ed in compenso questa signora fomenta l'ostilità dei suoi protetti, immigrati e clandestini di ogni dove del terzo mondo, verso l'Italia e gli Italiani: tollerare questo affronto è una forma di perversione, che solo in un Paese disgraziato come è diventata l'Italia trova spazio ed accondiscendenza.

    Report

    Rispondi

  • argo92

    12 Gennaio 2014 - 14:02

    GENITORE 1 capo tribu con collana di denti di leone e leopardo GENITORE2 5 o 6 madri e poi nella promiscuità "FAMIGLIARE" sono nati 37 fra fratelli e sorelle questa signora frutto dell amore di non si sa chi pretende di insegnarci come ci si deve comportare in famiglia molto allargata ma vattene a f....da dove sei venuta e fai scoprire il PRESERVATIVO alla tua gente

    Report

    Rispondi

  • plinio72

    12 Gennaio 2014 - 11:11

    un'emerita castronata pazzesca. prima di aprire la bocca per far uscire l'aria a vanvera bisogna informasi studiare, e capire poi parlare ma quando i nazicomunisti la finiscono di mentire pur sapendo di farlo per trovare scuse solo per mero interesse economico. una società è formata da persone con valori cultura interessi comuni. una società di persone con cultura interessi, radici, valori diversi è instabile, si creano i ghetti, violenza odio. esempi ? alcuni paese europei che hanno fatto dell'accoglienza un baluardo ora si pentono, gli autoctoni hanno abbandonato il quartiere e/o la città dove ora nemmeno le forze dell'ordine entrano; questa è la società, il futuro? finche i popoli non avranno cultura, valori similari obiettivi l'integrazione è una parola vuota ! l'integrazione deve essere voluta da ambo le parti e non imposta come si fa nelle dittature. una società non coesa serve solo a chi vuole meglio manipolarla e controllarla senza avere contrasti

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media