Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus, Massimo Clementi: "Virus mutato? A qualcuno verrà una crisi epilettica, ma..."

  • a
  • a
  • a

Gli atti sul coronavirus sono stati finalmente desecretati. A esultare più di tutti è Massimo Clementi, professore ordinario di virologia al San Raffaele. È lui per primo a chiedersi come mai Giuseppe Conte abbia fatto di tutto per nascondere la verità agli italiani. Ma questa non è l'unica incongruenza: "Non si capisce - spiega a La Stampa il maestro di Burioni e l'ispiratore delle tesi di Zangrillo sul virus indebolito -, perché lo Stato europeo con la situazione epidemiologica migliore sia l'unico a prorogare lo stato di emergenza. Francia e Spagna, messe peggio dell'Italia, non si sono sognate nulla del genere".  Alla larga dalle critiche che lo additano come punto di riferimento dei negazionisti, Clementi ribadisce la necessità di mantenere le misure di precauzione.

 

 

Però e c'è un però: "Nonostante non sia dimostrabile che il virus è mutato, e questa teoria fa venire le crisi epilettiche a qualcuno, si sono modificate la malattia e la caratteristica dell'infezione, che ormai avviene con una carica virale molto bassa". A suffragare la tesi dell'esperto anche il fatto che "con meno virus si ottiene un tipo di malattia, con più virus un'altra". Questa - prosegue - "potrebbe essere la chiave interpretativa. Diminuita la carica virale si ottiene una malattia meno grave, per cui i ricoveri in terapia intensiva sono ormai l'eccezione. Se al Comitato tecnico scientifico ogni tanto chiamassero un virologo si potrebbe provare a ragionarne". Insomma, c'è troppo allarmismo, anche sulla seconda ondata che per Clementi non ci sarà. "L'autunno sarà come adesso, il virus si sta adattando all'uomo, magari farà un ping pong con il pipistrello, cioè ce lo ripasseremo tra specie, ma non se ne andrà fino al vaccino". Niente panico, dunque, tutto è ancora sotto controllo.

Dai blog