Testimone

Ghali lo insulta? "Ecco come ha reagito Matteo Salvini", retroscena da San Siro: rapper umiliato davanti all'Italia

"Bacioni" a Ghali e ai suoi insulti senza un motivo. Matteo Salvini avrebbe reagito così alla inopinata aggressione verbale messa in scena (è il caso di dirlo) dal trapper milanese a San Siro subito dopo il gol del pareggio del Milan (di cui entrambi sono tifosi) nel derby contro l'Inter. In un video diventato virale sui social, si vede l'autore di Habibi, Cara Italia e Good Times scattare in piedi e agitare le mani all'indirizzo di Salvini, seduto a pochi metri da lui. 

 

 

 

 

 

 

Il trapper, politicamente anti-leghista militante, è stato trattenuto a stento dai presenti, in un impeto difficilmente comprensibile. Lo staff della Lega ha parlato di "insulti e accuse farneticanti a proposito dell’immigrazione". L'appiglio? Forse il fatto che a portare al pareggio (inducendo all'autogol l'interista De Vrij) sia stato Fikayo Tomori, difensore anglo-canadese di origine africana del Milan. Motivo sufficiente, per un Ghali particolarmente esaltato, per contestare a Salvini le sue posizioni contro l'immigrazione irregolare. 

 

 

 

 

 

 

"Ero seduto dietro a Ghali - ha rivelato un presente a Dagospia riassumendo il senso della contestazione - . Al nostro gol, è saltato in piedi per esultare e quasi immediatamente ha urlato, rivolto a Salvini (a 5 metri alla sua destra): 'Buffone, tu che caz***o esulti? Ha segnato un neg***o. Un neg***o come me, come tanti e come tanti di quelli che tu fai morire in mare! Vergognati!". Salvini sarebbe rimasto "muto e seduto, e l’invettiva è durata un minuto circa. Qualcuno in tribuna ha provato a prendere le difese di Salvini, ma pochi ed in modo contenuto; altri hanno urlato 'dai Ghali'. È arrivata quindi la sicurezza dello stadio per provare a ridurre la vicenda".

Decisivo l'intervento di Paolo Maldini, dirigente rossonero arrivato a placare Ghali prima che "all’intervallo si è appalesato un nutrito gruppo di poliziotti". Da Salvini, invece, nessuna reazione per non far accalorare ulteriormente il collega di tifo (ma non di fede politica). Solo un virtuale bacione a distanza.