Parola all'esperto

Toni Capuozzo, il sospetto sulle parole di Draghi: "Cercare disperatamente la pace? Quello che non osa dire..."

Il punto sulla guerra in Ucraina, sul suo profilo Facebook, lo fa Toni Capuozzo. Come sempre una voce autorevole, mai banale né scontata. E il giornalista parte da una considerazione su Volodymyr Zelensky. Considerazione critica. Infatti scrive: "Non so cosa ha portato Zelensky a dire Siamo vicini alla vittoria e alla pace.  Se è stato il successo di quelle piccole controffensive attorno a Kiev. O l’aver centrato quella nave russa nel porto di Berdiansk, o il fatto che Mariupol ancora non è caduta. Magari", premette in un post dal titolo "in guerra perdono tutti".

 

Dunuque, aggiunge: "Vedo invece che si affilano i coltelli, anche quando si parla di cose buone: Draghi ha detto che bisogna pensare all’integrazione dei profughi, Biden annuncia che ne ospiteranno centomila: come se la pace fosse davvero lontana, nessuno torna a casa. Del resto non si è parlato di pace, al vertice europeo con Biden", rimarca Toni Capuozzo.

E ancora: "Niente 200 carriarmati, però droni, armi anticarro, armi antimissili. Niente no fly zone, la linea rossa diventa l’impiego di armi chimiche (era stato così anche per Obama in Siria, sappiamo com’è finita). Tranne qualche dettaglio umano del vertice, come Boris Johnson sperduto nella preparazione della foto di gruppo, hanno ragione i leader di compiacersi: la Nato, e a ruota l’Unione europea e il G7, non sono mai stati così uniti: è il miracolo alla rovescia provocato dall’invasione di Putin", sottolinea gli effetti collaterali dell'offensiva dello zar. Così come Capuozzo, a stretto giro, sottolinea anche quel che non funziona: "Ma anche mai così incapaci di diplomazia, come se le armi costassero il silenzio, mortificassero idee, trattenessero ogni altra iniziativa, avessero espugnato cuore e cervello della vecchia Europa", scrive riferendosi ai leader europei. 

Infine, le conclusioni: "La cosa che mi ha colpito di più, ieri, è stata una frase di Mario Draghi: Bisogna cercare disperatamente la pace. Quell’avverbio non sembrava casuale, alla Cetto La Qualunque. Detto da Draghi, uomo concreto, era rivelatore di un vuoto di strategia, di una speranza che manca, di parole che non si osa pronunciare. Del resto in guerra si perde tutti, alla fine", conclude preoccupato e profetico Toni Capuozzo.

Qui di seguito il post integrale: