Legittimi sospetti

Otto e Mezzo, Giovanni Floris: "Forse questo non piace". Severgnini demolito senza nominarlo?

Ospite nel salottino tendenza rosso-spinta di Lilli Gruber, a Otto e Mezzo nella puntata in onda su La7 lunedì 27 giugno, ecco Giovanni Floris, collega della stessa rete, su cui conduce DiMartedì. Si parla a lungo di politica, degli scenari e di futuro prossimo: ovvio, dopo la tornata delle amministrative. Ma si parla anche di guerra, i cui scenari, al contrario, forse sono più difficili da decifrare. E tra gli altri ospiti, ecco anche Beppe Severgnini del Corriere della Sera.

 

E la Gruber chiede a Floris: "Come pensi che ci ritroveremo a settembre? A raccontare quali scenari bellici? Quelli politici forse li abbiamo capiti...". E Floris replica a bruciapelo: "Forse anche quelli bellici. Posso prevedere l'approccio che avrà la nostra comunicazione: c'è una tendenza che rispecchia ciò che diceva Montanari in precedenza, ovvero schierare i cervelli nel sì-Nato oppure no-Nato, nel sì-vax e no-vax, ovvero a schierare le chiavi di lettura degli avvenimenti in bianco e nero. E questo non piace al pubblico", sottolinea.

 

Dunque aggiunge: "La stagione è stata molto forte, le persone ci hanno ascoltato. Forse perché abbiamo ascoltato le persone, cercato le sfumature, fermo restando che c'è un aggressore e un aggredito. Ma questo non può esaurire la chiave di lettura di un giornalista. E forse su questo La7 si sta muovendo bene", conclude Floris. Il tutto, come detto, davanti a Severgini, a cui immediatamente, chiuso l'intervento di Floris, la Gruber ricorda la pubblicazione delle liste di filo-Putin sul Corriere, tema che ha fatto molto discutere e tante polemiche ha scatenato. E insomma, il sospetto che Floris abbia riservato una velenosissima frecciata a Severgnini, pur senza nominarlo, pare assai concreto.