Doppia furia

L'aria che tira, Cerno-Meli: "Psicopatica", "Gangster". Volano insulti

È scontro a L'Aria Che Tira nella puntata in onda su La7 martedì 11 ottobre: da una parte Maria Teresa Meli, dall'altra Tommaso Cerno. La prima convinta che il vero colpevole della guerra sia Vladimir Putin, il secondo dell'idea che anche Volodymyr Zelensky debba fare un passo indietro. "Putin è un gangster - esordisce la firma del Corriere della Sera nello studio di Myrta Merlino -, voi pensate di fare la pace con uno così? A me fa ridere quest'idea, perché significa indebolire l'Ucraina e l'Europa".

 

 

"Scusami - prende la parola Cerno che ha inviato una missiva al capo dello Stato per porre fine al conflitto -, io invio una lettera a Mattarella e indebolisco l'Ucraina? Questa è psicopatologia". "Non fare sceneggiate, non sto parlando di te, perché tu singolo non fai proprio nulla", controbatte la Meli. È lei a spiegare il vero scopo dello zar, ossia "dividere l'opinione pubblica e far pensare a una pace che lui non vuole".

 

 

Cerno però non vuole sentire ragioni e invoca la verità: "Iniziamo a essere meno ipocriti, io non cedo a un ricatto di un gangster. Anzi". Poi l'attacco del senatore del Pd: "Io non prendo lezione dai leader di questo Paese che sono andati a firmare accordi con Putin. Io ci sono stato in Russia quando è stato eletto, nel 2000, e già lo consideravo un dittatore. Non mi vengano a insegnare chi è Putin". Da qui la stoccata alla Meli: "Non è raccontando come un mantra una favola che tu convinci l'opinione pubblica. Dobbiamo dare delle spiegazioni credibili di fronte alle paure di alcuni, non fare la filastrocca". Neanche questo basta a convincere l’interlocutrice che non fa altro che negare: "Nessuna filastrocca".