Maurizio Landini scatena l'indignazione della Camera penale. D'altronde, proprio lui che parla di "una magistratura autonoma", va a fare pubblicità al No al referendum in Tribunale. Accade a Napoli, dove il leader della Cgil si è recato per invitare tutti alla mobilitazione per il No al referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia del 22 e 23 marzo. "È una battaglia importante, penso che si possa vincere, ma dobbiamo avere la consapevolezza di partire in salita", ha spiegato intervenendo nella sala Arengario all’iniziativa promossa dalla Fp Cgil. E ancora: "Perché non sorteggiamo i parlamentari o i sindaci? Siamo su 'Scherzi a parte' o siamo in un Paese serio e degno di questo nome? Sarebbe bene che questo governo non pensasse che i cittadini italiani sono un mondo di c****ni che non capiscono quello che sta succedendo. Ci vorrebbe un po’ di rispetto".
Quanto basta a sollevare la polemica. "Ci è sembrato inopportuno - ha tuonato il presidente della Camera penale, Marco Muscariello - perché si trasmette l’impressione che un palazzo di giustizia, luogo per sua natura neutrale, venga utilizzato per un’iniziativa di propaganda dal sapore prettamente politico. Rimaniamo perplessi, ma preferiamo mantenere i toni bassi e confrontarci sul piano tecnico". All’incontro erano presenti anche Alfredo Garzi Cosentino e Giordana Pallone, rispettivamente segretario generale di Napoli e segretaria nazionale Fp Cgil, il vicepresidente nazionale dell’Associazione magistrati Marcello De Chiara e la magistrata della Corte dei conti Paola Briguori.
E alle accuse di inopportunità della sede, Landini ha replicato: "Siamo qui per rappresentare il punto di vista di chi lavora. Abbiamo fatto parlare le persone che, con la loro attività, vogliono far funzionare la giustizia. È un elemento di grande democrazia e libertà che chi lavora non si pone il problema solo di quanto prende di stipendio, ma di dare un significato a ciò che fa". Ancora contro la riforma Nordio: "Questo referendum non c’entra assolutamente nulla con il funzionamento della giustizia. Il nostro problema non è limitare l’autonomia o l’indipendenza della magistratura, il nostro problema è far funzionare la giustizia. La maggioranza dei cittadini italiani, se si parla della separazione delle carriere, in molti casi non sa di cosa si tratti. La Costituzione dice che la legge è uguale per tutti servono magistrati e servono a una giustizia autonoma che non risponda a questo o quel potere politico ma solo al rispetto della legge".