Roberta Bruzzone a Verissimo. La criminologa è stata ospite di Silvia Toffanin nella puntata in onda domenica 25 gennaio su Canale 5. "Per il mio lavoro è successo spesso di ricevere minacce di morte. Ho ricevuto minacce di morte anche per il caso Garlasco. – ha affermato – in quest’ultimo periodo. Peraltro una vicenda che non mi vede protagonista in prima persona, perché io non mi sono occupata del caso di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Lo conosco perché c’ho scritto un libro, perché ho studiato tutti gli atti, quindi lo conosco con grande dettaglio. Quindi sono tra coloro che ritengono, che la condanna sia fondata".
Da qui gli attacchi: "Faccio parte di coloro che vengono bersagliati per questa cosa. Non è la prima volta che mi capita, in passato anche da soggetti paranoidi altre no. Vita tranquilla? Fino a un certo punto. Sicuramente questo elemento ha fatto ci fosse attorno a me maggiore controllo e sicurezza, ho terrore di attacco con acido e anche questo scenario è stato evocato. Questo raffredda per forza di cose il rapporto col pubblico. Sicuramente questo mi ha cambiato la vita".
E sulla sua vita più privata, Bruzzone non ha nascosto di credere di "essere adatta a fare la madre. L’ho sempre pensato, mi piace troppo la vita che conduco. Non sono disposta a sacrificare un aspetto così importante ed è un’esperienza così totalizzante fare la madre, credo, che non me la sono sentite di affrontarla. Non credevo di averne gli strumenti per gestire poi la parte mia prevalente, quindi ho fatto una scelta di consapevolezza".