Con un nuovo indagato e nuove indagini, la posizione di Alberto Stasi potrebbe cambiare. Lo lascia intendere Antonio De Rensis, suo legale. Ospite a Mattino 5 nella puntata in onda venerdì 27 febbraio su Canale 5, l'avvocato commenta le indiscrezioni trapelate dalla consulenza eseguita dalla professoressa Cristina Cattaneo, al momento secretata. L'esperta, infatti, avrebbe allungato la durata dell’azione omicidiaria. Se lo scenario dovesse essere confermato, questo andrebbe a incastrarsi con l’alibi Alberto Stasi, sicuramente a casa sua dalle 9.36 alle 12.20 di quella mattina, intento a lavorare alla sua tesi.
"Queste indiscrezioni sarebbero davvero dirimenti per il destino di Alberto Stasi", incalza Panicucci mentre De Rensis aggiunge: "Ha ragione, ribadisco quanto già detto, la sentenza di condanna ha un grande tallone d’Achille, i 23 minuti, che sono 15 dentro la casa della povera Chiara, perché poi c’è il tempo per tornare a casa, entrare e accendere il computer. Qualora dovessero esserci differenze, Alberto assume un’altra posizione".
Quando infatti il giudice Vitelli assolse Stasi "parlava di azione omicidiaria durata qualche decina di minuti, a partire dal disinserimento dell’allarme avvenuto alle 9.12". Si presuppongono quindi almeno due decine, arrivando alle 9.32, ma in quel modo Stasi sarebbe già fuori dai tempi. Su questo interviene anche l’inviato Emanuele Canta, presente davanti alla villetta di Garlasco: "Il giudice Vitelli non parla di una fascia oraria precisa, ma una presumibile, che si basa su un dato oggettivo, il disinserimento dell’allarme alle 9.12, da lì ritiene si possa ipotizzare che nelle decine di minuti successivi possa essere avvenuta l’aggressione. A questo si aggiungono altri elementi, quali le temperature dell’ambiente e del corpo, oltre ad altre misurazioni che danno una fascia oraria che probabilmente si sposta più avanti rispetto a quanto detto fino a oggi".