"La Costituzione è appesa a un filo". Titola così Il Fatto Quotidiano la sua prima pagina di lunedì 23 marzo, ultimo giorno per votare "sì" o "no" al referendum sulla Giustizia. E poco più in alto, ecco il dato sull'affluenza con ulteriore dose di allarmismo: "Boom di votanti, ultime ore per salvarla", sempre la Costituzione, s'intenda. D'altronde i tentativi di Marco Travaglio per spingere il "no" sono quasi disperati. Basti pensare al gesto del direttore: Travaglio si è fatto fotografare davanti all'urna elettorale con il quotidiano - lo stesso che dirige - in bella mostra.
"Al di là del testo della riforma, quello che cambierà sarà la testa del pubblico ministero - ha commentato Travaglio, intervenuto con un video messaggio all’evento di chiusura della campagna referendaria per il No a Locri -. Il vincitore del concorso per la magistratura non pensa nemmeno se andrà a fare il pm o il giudice – ha proseguito - questa formazione unitaria crea una cultura dell’imparzialità finalizzata alla ricerca o all’accertamento della verità con la stessa testa da parte di chi puoi fare il pm o farà il giudice".
E ancora: "Il pm poi nella sua funzione cercherà la verità processuale e il giudice l’accerterà, ma la testa è la stessa, e per accertare o ricercare la verità bisogna essere imparziali, per essere imparziali non bisogna attendersi né vantaggi né danni dalle proprie decisioni, quindi bisogna essere indipendenti e autonomi sia dall’esterno sia dall’interno del proprio ambiente senza retropensieri e senza aspettative di carriere, di promozione e di benefit", ha concluso Travaglio. Già, operazione-terrore. Toni ipertrofici. Catastrofismo. Pronto a tutto per il "No".