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Ilaria Salis, il delirio è totale: "Processatemi! Nordio, batti un colpo"

di Redazione martedì 14 aprile 2026

2' di lettura

Lo aveva già annunciato ieri, lunedì 13 aprile, a L'aria che tira. Ma Ilaria Salis ha voluto ribadire la sua posizione sul processo per i fatti che l'hanno vista coinvolta in Ungheria. L'eurodeputata di Avs ha sempre ribadito di non volersi fare processare da quello che definiva il "regime di Viktor Orban". Ma ora che al governo di Budapest c'è un altro interlocutore - Péter Magyar -, non sembra comunque disposta a rinunciare alla sua immunità parlamentare. E ha chiamato addirittura in causa il ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendogli di essere processata in Italia.

"Come attestato da un documento del Tribunale di Budapest, datato 26 marzo 2026 e da me ricevuto l’1 aprile, il procedimento penale a mio carico è stato archiviato in conseguenza della decisione del Parlamento europeo di respingere la richiesta di revoca della mia immunità avanzata dalle autorità ungheresi - ha scritto Salis su X -. Ricordo che il Parlamento UE ha deliberato di tutelare la mia immunità, riconoscendo la sussistenza del fumus persecutionis e qualificando pertanto il procedimento come politicamente motivato. Le Regole di procedura del Parlamento UE stabiliscono che solo il Parlamento può deliberare sulla revoca dell’immunità parlamentare. È pertanto inutile e pretestuoso sollecitarmi a 'rinunciare' all’immunità, non essendo questa una facoltà di cui dispongo".

Ora Ilaria Salis non ha più alibi: basta scappare

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"In ogni caso, il sistema giudiziario in Ungheria non ha subito mutamenti nel giro di una notte - ha proseguito l'eurodeputata di Avs - In ogni caso, il sistema giudiziario in Ungheria non ha subito mutamenti nel volgere di una notte, né appare realistico attendersi riforme in tempi rapidi. I giudici precedentemente nominati – che Péter Magyar ha dichiarato di voler rimuovere, a conferma del condizionamento dell’esecutivo sul potere giudiziario – restano tuttora in carica, compreso il giudice assegnatario del mio procedimento e i vertici della magistratura".

E ancora: "Come ho sempre sostenuto, rivendico e lotterò per il mio – il nostro – sacrosanto diritto a essere sottoposta a un processo equo, nel pieno rispetto delle garanzie democratiche. In quanto cittadina italiana, le autorità italiane avrebbero potuto procedere sin da subito – e possono tuttora farlo – all’istruzione di un processo nel territorio nazionale, senza nemmeno la necessità di richiedere la revoca dell’immunità (art. 68, comma 2, Cost.). Cosa si attende per farlo? Nordio, batti un colpo", conclude Ilaria Salis. Un discreto delirio, anche perché per certo il compito di istituire un processo non spetta al ministro della Giustizia...

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