Facile così. Prima insulta il vicepremier Matteo Salvini, facendo credere ai partecipanti del corteo del Gay Pride che il segretario della Lega faccia "pomp*** ai transessuali". E poi si scusa, forse perché ha compreso che le sue esternazioni potranno avere delle brutte conseguenze. Si chiama Lorenzo Pezzotti. Ed è il performer e art director di Botox Matinée che si è reso protagonista di quel brutto episodio a Milano. "E aspetto che mi smentisca. Sono qui", aveva detto in segno di sfida dal carro del Pride. "Ci vediamo in tribunale amico mio", la replica del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
"Chiedo scusa a tutti. Il caldo, la stanchezza, il non aver dormito e lo spritz - che a 40 gradi non andrebbe bevuto - mi hanno fatto perdere il senso totale della ragione - si è poi ravveduto Pezzotti -. Non so perché ho detto quello che ho detto. Chiedo scusa a Salvini perché ho raccontato delle cose che non corrispondono alla verità. Sono cose senza senso, non mi spiego perché la mia testa ha fatto questo". Da notare che le scuse sono arrivate soltanto dopo che il vicepremier aveva promesso di portarlo in tribunale.
"Amico mio, potevi pensarci prima di urlare menzogne e insulti in mezzo a migliaia di persone - la replica di Matteo Salvini su X alle scuse di Pezzotti -. Ci vediamo in tribunale, magari insieme potremo aiutare qualche associazione di volontariato. Che ne pensate? P.S. Grazie ai tanti amici LGBT che, anche su questa pagina, mi hanno espresso la loro solidarietà e non si riconoscono in queste pagliacciate. Viva la libertà!".
Amico mio, potevi pensarci prima di urlare menzogne e insulti in mezzo a migliaia di persone.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) June 29, 2026
Ci vediamo in tribunale, magari insieme potremo aiutare qualche associazione di volontariato. Che ne pensate?
P.S. Grazie ai tanti amici LGBT che, anche su questa pagina, mi hanno… pic.twitter.com/uortCbngz2