La voce aveva iniziato a circolare nel novembre 2025, quando il nome di Sigfrido Ranucci era stato associato al Movimento Cinquestelle. «Il conduttore di Report si candida in politica». Lui aveva smentito seccamente: «È una grande ca...ta» rispose ospite alla trasmissione radiofonica di Radio1 Un giorno da pecora. «Se me l’hanno chiesto non te lo dico, non mi sento adeguato per fare politica, che per me è una cosa estremamente seria, soprattutto con una legge elettorale come questa».
Non solo. In una intervista al Foglio, era stato ancora più netto: «Non entrerò mai in politica. Non m’interessa e non mi identifico in nessuno dei partiti che adesso mi tirano la giacchetta». Tanti gli approcci dei partiti, con un pressing che finora è sempre stato respinto al mittente.
Nelle ultime settimane però, le voci hanno ripreso a circolare, con il campo largo che punta a scalzare Giorgia Meloni e con i sondaggi che parlano di una partita aperta (complice anche la crepa a destra aperta da Futuro Nazionale).
Secondo alcune fonti, nel centrosinistra avrebbero già testato attraverso un sondaggio il possibile peso politico di Ranucci. Un volto conosciuto, noto per le battaglie giornalistiche e dialettiche con il governo uscente di centrodestra.
Ranucci, peraltro, ha partecipato nei mesi scorsi anche ad alcuni incontri pubblici per il No al referendum sulla Giustizia, contribuendo all’affermazione del campo largo e di parte della magistratura che si era schierata contro la riforma Nordio sull’ordinamento giudiziario. Sigfrido resisterà ancora alle avance della triade M5S-Pd-Avs? O questa volta cederà alla tentazione?
«Io ho avuto solo una tessera di partito» raccontava il conduttore di Report sempre al Foglio -, quella della Dc. Corrente sbardelliana, me la fecero loro quando ero ragazzo, neanche lo sapevo». Quanto all’orientamento politico, Ranucci sosteneva di ritenersi «un cattocomunista. Ma sono anche figlio di un brigadiere della Finanza, e su alcune cose ho idee vicine alla destra legalitaria». Di sicuro a sinistra sperano di averlo con loro in lista alle Politiche 2027.