Avanti di questo passo arriveremo al punto che, per partecipare da spettatori a un concerto, bisognerà dichiarare il proprio voto o firmare una qualche dichiarazione “antifascista”. La tendenza “sinistra” che si era manifestata subito dopo la scomparsa di Francesco Guccini (se sei di destra è vietato dire che il Maestrone ti piaceva), sembra aver fatto proseliti anche tra una fan, o presunta late, di Fabrizio De André.
I fatti. Domenica sera il vicepremier Matteo Salvini - in Sardegna per qualche giorno di vacanza - era ospite all’Agnata, a Tempio Pausania, per assistere al concerto tributo a Fabrizio De André, cantautore del quale Salvini non ha mai fatto mistero di essere fan. Accanto a lui, ad assistere all’esibizione di Diodato, Dori Ghezzi, vedova di Faber e padrona di casa (l’Agnata è la storica residenza sarda di De Andrè, oggi trasformata in un resort).
L’INTEMERATA
Ad un certo punto una ragazza ha interrotto il concerto e a voce alta ha prima fatto i complimenti al cantante e poi ha aggiunto: «Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De Andrè non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui». E se ne è andata tra qualche applauso e molti fischi di disapprovazione per quell’intemerata.
A questo punto è stata Dori Ghezzi a salire sul palco, prendere il microfono e difendere il vicepremier: «Non sono d’accordo - ha detto rivolgendosi alla contestatrice -. E perché? Perché io la penso diversamente (da Salvini, ndr), sono sempre di sinistra. Però è giusto creare un dialogo. Altrimenti non saremmo più in un Paese democratico dove possiamo votare». E la platea, vicepremier compreso, ha applaudito convintamente. Poi il concerto è ripartito. Non prima che Diodato esprimesse il suo pensiero: Speriamo che la musica di De Andrè illumini anche la nostra classe politica».
Il giorno dopo Salvini ha pubblicato sui suoi social il video dell’accaduto e ha chiosato: «Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De Andrè e chi no? Nessun dramma - prosegue -. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi, ma nessuno può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Non so cosa direbbe oggi Fabrizio chiude Salvini - Ma so cosa dicono le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono ance in discussione».
Nella bagarre è intervenuta anche la nipote di Faber, Alice De André: «Mio nonno gli avrebbe chiesto che cosa c...o ci faceva lì». Sarà, ma considerando che Fabrizio ci ha lasciati quattro mesi prima che Alice nascesse, ci permettiamo di pensare che forse la moglie sia un filo più titolata della nipote nell’interpretare il pensiero di De Andrè.
LE REAZIONI
Se, almeno per questa volta, la sinistra non è saltata sulla polemica, a difendere Matteo Salvini sono scesi in campo diversi esponenti della Lega, a partire da Alberto Di Rubba, che per la Lega è commissario pèroprio in Sardegna: «È una brutta pagina di intolleranza politica». Poi si chiede: «Chissà quante persone presenti a quel concerto votano Lega o centrodestra e non sono state attaccate semplicemente perché non sono personaggi pubblici». Anche il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni ha espresso «vicinanza al ministro. È sconfortante vedere persone così giovani totalmente ideologizzate e chiuse al dialogo. Nessuno può permettersi di decidere chi può o meno fruire dell’arte. La musica, come ha detto anche Dori Ghezzi, deve sempre unire, e mai dividere». L’europarlamentare Susanna Ceccardi parla di «un atteggiamento profondamente intollerante e contrario allo spirito stesso della cultura». Per fortuna ci sono persone che, pur dichiarandosi di sinistra come Dori Ghezzi, allo squadrismo rosso preferiscono il dialogo democratico.