Cosa pensa di Giorgia Meloni come leader e come donna? La domanda viene rivolta direttamente a Lilli Gruber. Intervistata dal Corriere della Sera, la conduttrice di Otto e Mezzo mette subito le mani avanti: "È irrilevante quello che penso io. Giorgia Meloni è al governo da quattro anni, ha celebrato in pompa magna il record di longevità. Va giudicata su quello che ha fatto. Evidentemente poco, se da mesi sta trafficando per cambiare la legge elettorale per salvare se stessa e il suo governo".
E proprio su Meloni, tempo fa Enrico Mentana aveva sostenuto che La7 si era ormai trasformata in "tele anti-Meloni". Una definizione che però a Gruber non piace: "È solo l’opinione di Mentana. Il mio interlocutore a La7 è l’editore Urbano Cairo". Tornando alla politica, la giornalista definisce quello dell'immigrazione come "un problema complesso che va governato, cercando di tenere insieme sicurezza e diritto internazionale. Senza dimenticare l’importanza che hanno i migranti anche per l’economia italiana. La sinistra su questo è spesso drammaticamente afona o balbettante. Ma la destra, con tutta la sua propaganda, che risultati ha ottenuto?".
Più che ai veri problemi, il centrosinistra pensa alle primarie: farle o no? Ma soprattutto, chi si candida? "Non voto alle primarie - premette Gruber -. Ma credo che qualunque cittadino, per poter scegliere, abbia il diritto di conoscere i candidati e soprattutto il programma. Cose che dovevano essere pronte già ieri...". E infine alla domanda se Silvia Salis si candiderà, la giornalista commenta: "Ha ripetuto più volte che non intende partecipare alle primarie. Se cambierà idea dovrà spiegarlo in modo convincente. Penso però che possa — e voglia — diventare una leader nazionale".