"Noi siamo convinti che non sia stato lei a uccidere Chiara Poggi": Fabio Napoleone, il capo della Procura di Pavia, lo avrebbe detto ad Alberto Stasi, unico condannato per il delitto di Garlasco, a maggio di un anno fa, quando aveva deciso di sentire personalmente il giovane. Parole mai pronunciate prima da nessuno davanti all'ex fidanzato della vittima. Il perché lo aveva spiegato l’aggiunto Stefano Civardi nella sua nota riepilogativa di maggio con all'interno tutte le accuse contro Andrea Sempio, indagato per cui la Procura nelle scorse ore ha chiesto il rinvio a giudizio: "Il pm è consapevole del valore della certezza e stabilità del giudicato, fondamentale per ogni ordinamento, ma è altrettanto consapevole dell'esigenza di altissimo valore etico e sociale, di assicurare, senza limiti di tempo ed anche quando la pena sia stata espiata o sia estinta, la tutela dell'innocente".
Il procuratore, che a giugno compirà 70 anni ed è a un passo dalla pensione, ha affrontato un caso a dir poco mediatico, senza mai scomporsi o lasciarsi andare ai dibattiti da talk. E infatti non ha mai rilasciato un’intervista né fatto un commento al di fuori dei pochi e sempre misurati comunicati stampa. Comunicati che, anche in quel caso, venivano fatti solo se necessario o addirittura indispensabile. Chi gli è stato accanto durante questa delicata indagine, come si legge sul Corriere della Sera, di lui ha sempre detto: "Il dottor Napoleone è il più lucido, anche nei momenti meno facili. È come se tutto, nella sua testa, abbia posto in una strategia definita e precisa".