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Dudù e la campagna elettorale da cani, il sondaggio: "Con gli animali si può guadagnare fino a 7%"

Giulio Bucchi
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Una campagna elettorale bestiale. Prima Beppe Grillo se la prende con Dudù "da vivisezionare", quindi Francesca Pascale che ribatte "per lui l'omicidio non è reato" e Silvio Berlusconi che prende di mira il cagnolino del comico, di nome Delirio, "e questo dipinge bene il personaggio". Prima ancora, Forza Italia aveva puntato molto sul lato "animalista" degli italiani, proponendo un "Dudù act" e agevolazioni per chi adotta trovatelli. Politica da cani? Non proprio, perché i sondaggi parlano chiaro. Come ricorda il Fatto quotidiano, il sondaggista Nicola Piepoli invita a non sottovalutare l'effetto elettorale di queste trovate: "Le famiglie dove abitano animali domestici sono 12 milioni, il 40-50% del totale". Un bacino di voti clamoroso. Anche per questo, dopo l'incauta battuta sul barboncino di casa Berlusconi, Grillo ha fatto marcia indietro. Si parla, spiega Piepoli, di "25 milioni di potenziali elettori e altri 2,5 milioni di elettori reali aggiuntivi, il 7% dei voti in termini relativi. Un colpaccio". Lo avevano intuito in molti già un anno e mezzo fa, quando in piena campagna elettorale per le politiche un azzimato Mario Monti colse tutti di sorpresa a Le invasioni barbariche, quando per ribattere al Dudù del Cavaliere pensò bene di adottare (con poco entusiasmo) il povero Empy. Il dono di Daria Bignardi è finito nel dimenticatoio, proprio come il Professore. Perchè sarà pure una politica da cani, ma per guadagnare voti almeno in questo caso occorre essere sinceri.

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