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Franceschini: "L'Imu sarà abolita, ma non per tutti"

Il ministro Pd: "L'esenzione è priorità del Pdl, ma va regolata. Colpiremo di più le prime case di lusso, non le villette dei pensionati"

Ignazio Stagno
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Dario Franceschini, alla fine, vuota il sacco e afferma: "L'Imu? Sarà abolita...ma non per tutti". In un'intervista a La Stampa, il ministro per i rapporti col parlamento non lascia spazio a dubbi: "Sappiamo che l'esenzione per la prima casa è una priorità per il Pdl, quindi si farà, ma in modo ragionevole. La sospensione del pagamento finora non ha riguardato le case di lusso: per esempio si può intervenire in tal senso, senza toccare in alcun modo le villette bifamiliari dei pensionati". E aggiunge: "Per l'Imu sulla seconda casa, bisogna immaginare un trattamento differenziato per le seconde, terze, quarte o quinte case. La logica deve portare ad una eliminazione dell'Imu prima casa dentro un disegno complessivo della fiscalità sugli immobili che coinvolga anche i comuni". Riformare l'Iva - Poi Franceschini parla anche di Iva, un'altra spina nel fianco per il governo: "Per l'Iva, il rinvio di un punto potrebbe essere accompagnato da un ridisegno in una logica di maggiore equità " perché "il paradosso della normativa mostra che i singoli prodotti nella fascia di Iva ridotta non rientrano in un disegno organico. Esempi: pasta al 4%, riso al 10%, frutta surgelata al 4%, verdura surgelata al 10%". Insomma Franceschini fa capire che il governo delle larghe intese sulle singole riforme fiscali andrà per la sua strada. Con Saccomanni - Ma avverte i "falchi" di Pd e Pdl che tifano per la caduta di Letta. Franceschini frena le tensioni schierandosi al fianco del ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni di cui, una parte del Pdl, ha chiesto le dimissioni:" Saccomanni è determinante per la credibilità europea e internazionale dell' Italia, fin qui ha fatto bene" e "le sue scelte non sono mai frutto di decisioni individuali, impegnano tutto il governo. Ma ormai è diventato - spiega Franceschini - una specie di sport nazionale attaccare il governo, sia dal nostro campo sia da destra". Chi sta con Letta si logora - Ma l'esecutivo, conclude Franceschini, "non cerca consenso, deve affrontare l'emergenza e fare le riforme, ed è probabile che chi è dentro questo governo - dal premier a noi ministri - alla fine di questo percorso ne esca personalmente logorato". Insomma, Franceschini pensa già alle urne. Per chi ha teso la mano a Letta e a Saccomanni, alle urne saranno dolori. Forti. (I.S.)

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