Roma, 16 set. - (Adnkronos) - La mozione anti-Bossi e' un fallo di reazione degli uomini vicini a Flavio Tosi dopo l'ultimo attacco del Senatur al sindaco scaligero. Quello che arriva dall'assemblea della Liga Veneta e' dunque per lo piu' un messaggio politico, fanno notare in via Bellerio, una querelle che si inserisce nella contesa tra bossiani e maroniani per la guida del partito. E che arriva proprio nel giorno in cui lo stesso Tosi e Gianluca Pini, considerato un fedelissimo di Maroni, prendono tempo sul congresso lanciando l'ipotesi di un rinvio. Il vaso e' colmo, avrebbe detto Tosi ai suoi, da qui la controffensiva che punta dritto a colpire e affondare il 'vecchio leone' lumbard. Di fatto, solo il congresso della Lega potra' decidere se limitare i poteri del presidente federale, come chiesto nella mozione di 'sfiducia' che verra' votata stasera all'assemblea della Liga Veneta-Lega Nord. Nel documento in questione si chiede infatti una modifica dello Statuto del Carroccio, in particolare l'eliminazione dei commi primo e quinto dell'art. 14 che definiscono "di fatto una carica a vita di natura non elettiva" per il Senatur. Solo l'assemblea congressuale, pero', puo' pronunciarsi e decidere su un eventuale 'restyling' dello Statuto. Se la proposta di modifica viene considerata ammissibile, i delegati al congresso votano e, in caso di maggioranza, lo Statuto viene cambiato seduta stante. La proposta di cambiare lo Statuto, qualsiasi essa sia, puo' essere avanzata da un militante qualunque, poi saranno i delegati a votarla e dunque decidere.




