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Matteo Salvini, lo sfogo con i fedelissimi: tra due mesi decidiamo cosa fare di questo governo

Cristina Agostini
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La tentazione di Matteo Salvini e della Lega di far saltare il governo è forte. Ma per ora non si può. "Dobbiamo arrivare a marzo. Incassare la conversione del parlamento alla nostra misura bandiera, Quota 100, poi si vedrà", avrebbe confidato il vicepremier del Carroccio ai suoi fedelissimi, secondo quanto riporta il Messaggero in un retroscena. E dall'altra parte c'è la stessa identica tensione (e situazione): bisogna prima mettere al sicuro il reddito di cittadinanza. Leggi anche: "Stiamo esagerando, così rischi di andare a casa". Retroscena, Salvini e la telefonata di fuoco a Conte Insomma, al momento si vive alla giornata. La distanza tra i due vicepremier si fa sempre più ampia. Il caso Diciotti e l'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini fanno salire la tensione alle stelle. Gianluca Perilli, vicecapogruppo al Senato del M5S non si sbilancia: "Ci sono le ragioni del sì al processo ma anche quelle del no. I motivi giuridici, o meglio costituzionali, si intrecciano con quelli politici, del nostro Movimento. Dunque aspettiamo". Elena Fattori, già sospesa, vorrebbe il voto sul blog. E non sono pochi quelli che la pensano come lei. In questo caso Salvini sarebbe sottoposto all'ennesimo stress-test. Ma, come sottolinea un colonnello leghista, "il voto in Senato sul caso di Matteo arriverà intorno al 20 marzo, sicuramente dopo la conversione dei decreti, quindi avremo, in caso di scherzi le mani di libere per comportarci di conseguenza". 

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