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Marco Travaglio in ginocchio per Gianluigi Paragone, a cosa si riduce il direttore: l'ultima missione grillina

Davide Locano
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Lontanissimi i tempi in cui Marco Travaglio attaccava il "leghista" Gianluigi Paragone. Già, ora entrambi militano nel M5s: chi come direttore dell'house organ pentastellato, Il Fatto Quotidiano, chi come senatore. E così, nel suo editoriale della domenica, l'arci-grillino Travaglio si spende nell'elogio sperticato di Paragone, al quale vogliono "sottrarre" la guida della Commissione banche che poco piace a Sergio Mattarella. Dopo aver ricordato che fu il governo di Matteo Renzi ad istituire per la prima volta una commissione d'inchiesta sui crac bancari, solenne, il direttore scrive: "Ne è dato sapere perché mai a presiederla non dovrebbe essere un parlamentare del partito di maggioranza relativa, Gianluigi Paragone, che conosce la materia e sarebbe comunque tenuto a rispettare i 'paletti' fissati dal Colle prima di firmare la legge istitutiva. Servirebbero un po' di memoria e un po' di pudore", aggiunge riferendosi alla precedente vicenda che vedeva al centro il Pd. Insomma, anche questa domenica Travaglio ha compiuto la sua missione grillina, in questo caso difendendo la possibile nomina di Paragone, così come sta facendo in tutti i modi Luigi Di Maio. Leggi anche: Travaglio, fango sul Tg2 di Sangiuliano

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