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Matteo Salvini, il retroscena: chi era il leghista che trattava con Paragone per ricucire, scelta clamorosa

Giulio Bucchi
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Crisi e sherpa, binomio indissolubile. Quando in Parlamento tira aria di inciuci e ribaltoni, i "mediatori" dei partiti si mettono in moto, per capire che piega può prendere la situazione e, nel caso, modificarla. È Repubblica a disegnare la mappa degli incaricati. Nel Pd Lorenzo Guerini e Graziano Delrio in questi giorni tengono i contatti con gli esponenti del Movimento 5 Stelle, parlando via chat di Whatsapp e Telegram già di poltrone. Interessati da vicino anche quelli di LeU, molto attivi con Vasco Errani e Pietro Grasso (che ha lanciato l'idea di un governo per escludere la Lega). Leggi anche: "Avviati i primi contatti". Mattarella, voce dal Colle: dove porta la crisi Dall'altra parte del muro (che potrebbe presto cadere, rendendoli alleati) ci sono i grillini Spadafora, Carelli, Morra. Il braccio destro di Di Maio, Buffagni, fino a qualche ora fa si è adoperato per ricucire con la Lega, o perlomeno sondare eventuali margini di trattativa insieme, ovviamente, a Gianluigi Paragone che da ex direttore della Padania era un interlocutore obbligato e privilegiato con i leghisti. E tra gli uomini di Salvini? Ci hanno provato Durigon, Garavaglia e Centinaio. Insieme a, grossa sorpresa, Edoardo Rixi. Sì, il sottosegretario alle Infrastrutture condannato per le spese pazze quand'era consigliere regionale in Liguria e che i 5 Stelle, sull'onda del caso Siri, hanno fatto di tutto per cacciare dal governo un secondo dopo la sentenza di maggio, riuscendoci. 

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