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Alfonso Bonafede, Minzolini e l'affondo di Nico Stumpo: "Il ministro è solo scemo, legge e non capisce"

Marco Rossi
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Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, è sempre più nell'occhio del ciclone per la sua riforma sulla prescrizione. Lo attaccano anche all'interno della sua stessa maggioranza. Lo scrive Augusto Minzolini nel suo editoriale sul Giornale. Nico Stumpo, uno degli animatori di Liberi e Uguali, osserva con distacco gli errori che collezionano nella grammatica politica coloro che si considerano ancora l'ago della bilancia, i grillini. "È inutile - osserva stando al retroscena del Minzo - tentare di capire la riforma della prescrizione di Bonafede. Lui ha studiato i testi di diritto da avvocato, ma a quanto pare non li ha capiti. È solo scemo". Leggi anche: Alfonso Bonafede, il retroscena: così Renzi lo vuole far fuori Gli equilibri di governo si formeranno coniugando due o tre soggetti che, scrive Minzolini, vedono da una parte una sinistra (Pd e Leu) e al suo opposto una destra sovranista (Lega e Fdi), un "centro" massimalista (i grillini) e al suo opposto un centro moderato, ispirato al buonsenso (un'area che va da Renzi, passando per Calenda, fino a quella parte di Forza Italia che non accetta l'egemonia leghista), conclude Minzolini. Restano quelle parole, pesantissime, di Stumpo contro il grillino Bonafede: "Non capisce. È solo scemo".

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