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Denis Verdini e Dario Franceschini, la battaglia dietro al governo: chi vuole farlo cadere, chi salvarlo

Marco Rossi
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Il secondo governo Conte è sempre in bilico. La querelle con Italia viva non lascia tranquillo il premier e il Pd. A dispetto della calma apparente, sul Senato aritmeticamente traballante si muovono reclutatori di ogni ordine e grado. E danzano i fantasmi del passato, gli spettri di un' altra epoca, quando Silvio Berlusconi era il presidente del Consiglio e Denis Verdini era il suo uomo macchina; oppure, più recentemente, quando Renzi dava le carte da Palazzo Chigi o dal Nazareno e Verdini, da responsabile del pallottoliere di Forza Italia, s'era trasformato nell'ala destra del centrosinistra. Lo scrive il Corriere della sera in edicola lunedì 17 febbraio. La tesi, arrivata alle orecchie di Silvio Berlusconi, è che Verdini oggi stia svolgendo "un ruolo attivo" tra Renzi, di cui è rimasto amico, e Salvini, di cui è di fatto diventato suocero. E che i due o tre senatori pronti a soccorrere Renzi nel caso di defezioni nel gruppo al Senato di Italia viva siano stati contattati personalmente da lui, dal vecchio veterano degli accordi di Palazzo, che pur stando "fuori" conserva ancora tantissimi amici "dentro". Leggi anche: Matteo Salvini contro Giuseppe Conte Se Verdini recluta Responsabili per tamponare le defezioni di Italia viva, Dario Franceschini è impegnato anima e corpo a evitare che la maggioranza entri in sofferenza al Senato. Dentro il Pd, negli ultimi giorni, alcuni dei suoi fedelissimi hanno immaginato di proporre un accordo politico al Partito socialista per spingerlo a togliere quel marchio Psi che cancellerebbe il gruppo renziano dalla geografia di Palazzo Madama. È una strada, l' ennesima, che potrebbe essere battuta oppure tralasciata. Renata Polverini, da Montecitorio, avrebbe già le firme di alcuni colleghi pronti a creare un gruppo gemello alla Camera qualora nascessero i Responsabili al Senato. 

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