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Vittorio Feltri, chi sono quelli che vogliono morto Silvio Berlusconi: "Vigliacchi, fuori dalla storia"

di Gino Coala domenica 16 settembre 2018

2' di lettura

A causa delle tecnologie avanzate che diffondono gratuitamente le opinioni di cani e porci, accadono cose turpi: si leggono sui social insulti sparsi a 360 gradi e rivolti a chiunque, specialmente a uomini pubblici. In questi giorni il più colpito dagli strali scagliati dal popolazzo è stato il povero Berlusconi accusato di ogni nefandezza, benché egli non sia più attivo nell' orrendo mondo della politica patria. Infatti il suo ruolo appare marginale e non tale da influire sulle sorti nazionali. Nonostante Forza Italia non abbia i consensi di una volta e i sondaggi la diano in via di estinzione, Silvio continua ad essere un bersaglio per i dementi della tastiera, i quali non solo gli augurano di morire ammazzato: molti di essi lo danno addirittura per defunto. Lo spettacolo che emerge dalle fetenzie diramate da internet con un linguaggio da trivio è desolante. Trattare il Cavaliere come fosse sterco è un esercizio che suscita disgusto. Leggi anche: Feltri zittisce la sinistra e i signori dell'Onu: "Se fossimo davvero razzisti..." L' uomo di Arcore può indubbiamente non piacere ed è lecito contestarlo, ma insolentirlo con volgarità da mane a sera quasi fosse un reietto è qualcosa di ributtante e inaccettabile. Tra l' altro infierire su un personaggio in manifesta difficoltà personale suscita il desiderio in noi e in tanta gente di difenderlo se non rivalutarlo. Berlusconi ha provato a rilanciare l' Italia e a un certo punto, quando annunciò la rivoluzione liberale, pareva in procinto di compiere un miracolo. Che purtroppo invece non si è verificato per noti motivi: contrasti nel centrodestra, legato in alcune sue parti alle corporazioni mefitiche, e a una serie di sgambetti di Gianfranco Fini ai danni dell' allora premier del Pdl. La decadenza della maggioranza di quei tempi avvenne per autocombustione. Silvio ha le sue responsabilità e non vanno negate. Tuttavia non è serio sorvolare sui tradimenti subìti da costui, che lo hanno costretto a cedere le armi. Insomma prendersela con cattiveria inaudita con il patron di Mediaset è operazione da vigliacchi e non si giustifica. Gli odiatori seriali della Rete, se proprio devono sfogare sentimenti rabbiosi, avrebbero facoltà di scegliere obiettivi più idonei rispetto al vecchio leader, ormai non in grado di nuocere. di Vittorio Feltri

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