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M5s-Lega si spartiscono le Commissioni: immigrazione, perché ora per Matteo Salvini sarà più dura

di Davide Locano domenica 24 giugno 2018

3' di lettura

La Lega controlla la spesa, i Cinquestelle la Costituzione. Il Carroccio, in questo modo, vigilerà sulle per misure care ai Cinquestelle, come il reddito di cittadinanza, i grillini su quelle decisive per alla Lega, vedi immigrazione o legittima difesa. Un marcamento a uomo, insomma. Con in più, nel caso dei Cinquestelle, l’operazione interna, ossia il tentativo di ammansire l’opposizione interna, quella che guarda al presidente Roberto Fico e che è sempre più in fermento. E’ questa, in sintesi, la fotografia che emerge dalla composizione delle commissioni parlamentari, che finalmente, dopo oltre cento giorni, si sono formate. Movimento Cinquestelle e Lega fanno il pieno delle 28 presidenze di commissioni di Camera e Senato. Con una suddivisione che rispetta in modo scientifico gli equilibri elettorali: il M5S incassa 17 presidenze, la Lega 11. Il M5S ne presiede 9 alla Camera e 5 al Senato. La Lega, invece, 5 alla Camera e 6 a Palazzo Madama. Interessante, però, è la lettura dei nomi dei presidenti. La Lega, per dire, puntella con due nomi pesanti il settore economico: in commissione Bilancio alla Camera ha eletto l’economista anti-euro Claudio Borghi. Mentre la commissione Finanze al Senato è guidata dall’altro economista di punta del Carroccio, Alberto Bagnai. Entrambi erano stati in pole per entrare nel governo. E’ vero che gli omologhi dei due rami del Parlamento sono pentastellati: Daniele Pesco (M5S) alla commissione Finanze del Senato e Carla Ruocco alla Camera. Ma il peso dei due economisti della Lega è diverso e si farà sentire. Simmetrico è il caso delle commissioni Affari costituzionali. A guidare quella di Montecitorio sarà Giuseppe Brescia del M5S, vicinissimo a Fico, agli antipodi con la linea di Salvini sull’immigrazione, pronto a farsi sentire se per caso arrivassero leggi di un certo tipo. Tanto che ieri, in Transatlantico, qualche azzurro di esperienza paventava il rischio che i grillini, puntando sul presidente, provassero a modificare la Bossi-Fini. Al Senato, in compenso, a guidare l’omologa commissione ci sarà il leghista Stefano Borghesi. Leggi anche: "DI Maio è già affogato": Minzolini svela la bomba di Paragone L’altro dato rilevante riguarda i Cinquestelle. Fatto il pieno di uomini di fiducia nel governo, Luigi Di Maio ha cercato, nelle presidenze di commissione, di premiare le personalità considerate più vicine a Fico, gli ortodossi. Da qui, la scelta di Ruocco (Finanze, Camera), di Marta Grande (Esteri, Camera), di Giulia Sarti (Giustizia, Camera), di Filippo Gallinella (Agricoltura, Camera), oltre che di Brescia. Una risposta al ritrovato protagonismo del presidente della Camera che, da quando Salvini impazza, ha cominciato, discretamente ma puntualmente, a far sentire di nuovo la propria voce. Di Maio prova a evitare, in questo modo, il rischio logoramento. Per il resto, il quadro prevede un reciproco controllo da parte dei due contraenti del governo: Gianni Girotto (M5S) presiede la commissione Industria del Senato, mentre per quelle del Lavoro sono guidate da Andrea Giaccone (Lega) alla Camera e da Nunzia Catalfo (M5S) al Senato. Ai Lavori pubblici va l'M5s Mauro Coltorti al Senato, mentre alla Camera la leghista Barbara Saltamartini (Lega) guiderà le Attività produttive. Alla commissione Istruzione del Senato va il leghista Mauro Pittoni, mentre alla Camera, il grillino Luigi Gallo presiede la commissione Cultura. Entrambe le commissioni Esteri vanno ai Cinque Stelle: Vito Petocelli al Senato e Grande alla Camera. Divisa, invece, la Difesa: la leghista Donatella Tesei al Senato e il grillino Gianluca Rizzo alla Camera. Altro posto importante è la commissione Politiche comunitarie. In entrambi i rami del Parlamento ci sono due grillini: al Senato Ettore Licheri, a Montecitorio Sergio Battelli. Un segnale a Berlusconi, invece, è la presidenza della Traporti alla Camera per Alessandro Morelli della Lega, commissione che ha anche la delega alle telecomunicazioni. di Elisa Calessi

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