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Vittorio Feltri: "Chi se la prende con Libero per il titolo su Renzi è ignorante e ridicolo"

di Andrea Tempestini domenica 12 novembre 2017

3' di lettura

Ieri all’ora di pranzo entro al ristorante Trussardi di Milano e incontro una signora, probabilmente una nonna, con in braccio un bimbo di un paio d’anni, molto carino, al quale ella si rivolge dicendogli: sei così bello che ti mangerei. Le ho sorriso, condividendo il suo giudizio. E le ho detto: signora, moderi il suo linguaggio altrimenti la Boldrini, cui raccomando di terminare gli studi elementari, la scambia per una cannibale. Le parlo per esperienza. Stamane (ieri) infatti Libero è uscito con questo titolo: «Per stendere Renzi bisogna sparargli». La stessa frase di tono colloquiale usata da un telecronista per commentare una partita di Icardi, punta dell’Inter: per fermare questo giocatore non basta un terzino, ci vuole la mitragliatrice. Il giornalista per esaltare la qualità del calciatore è ricorso a una metafora. Lo capisce anche un decerebrato, ma non certi politici. Benatia, atleta della Juventus affermò: Messi lo blocchi solo sparandogli. Gazzetta dello sport su Ronaldo: lo fermi solo sparandogli. Una volta una ragazza mi disse: piuttosto che uscire con te mi ammazzo. Non è uscita con me e non mi sono ucciso neppure io. Quando la scorsa settimana mi è pervenuta l’ultima cartella di Equitalia con una richiesta assurda di denaro ho esclamato a mia moglie: se mi arriva un altro sollecito di pagamento non dovuto, mi sparo. Non ho premuto il grilletto. Assicuro i lettori che gli strozzapreti non sono incalliti anticlericali sanguinari: trattasi di un tipo di pastasciutta. E lo strozzino non è un boia bensì un usuraio. Infine - mi sono stufato - allorché De Luca disse alla Bindi che l’avrebbe uccisa, non ha mantenuto la parola, e nessuno ha pensato che avrebbe desiderato mantenerla. Il Pd lo protesse a spada tratta. Nel linguaggio corrente si usano termini metaforici per esaltare un concetto e nessuna persona normale e di cultura media se ne stupisce. Ma se Libero scrive, per essere esplicito, che allo scopo di stendere Renzi non resta che tirargli un colpo, visto che è stato eletto segretario alle primarie con 2 milioni di voti, una massa di ignoranti accusa il nostro quotidiano di incitare il popolo alla violenza. Ridicolo. Il nostro titolo innocente ha sollevato un polverone di stupidità incredibile che ci ha travolti quasi avessimo assassinato il prode Matteo. Leggevo ieri i commenti e trasalivo, non tanto per gli attacchi rivoltici quanto per la assurdità degli argomenti utilizzati onde screditarci. Perfino i fantasmi della Federazione nazionale della Stampa, alla quale mi vanto di non essermi mai iscritto, ci ha tirato le orecchie. Rimproveri infondati di gente che ignora le figure retoriche del linguaggio. Siamo di fronte a un caso di patologica incapacità di uscire dalla malafede, parente stretta del pregiudizio. Noi non abbiamo nulla da rimproverarci. Il nostro lessico è spontaneo e genuino, quello dei lettori che ci leggono. Da notare che ogni giorno i compagni avversari di Renzi lo feriscono alle spalle per farlo secco, e sono gli stessi che ora ci pugnalano nel modo ignobile riferito. Non soddisfatti della loro vigliaccheria, se la prendono con noi perché diciamo la verità. Peggio di Renzi ci sono soltanto i suoi nemici e i suoi finti amici. A proposito dell’ex premier. È il solo che non ci ha crocefissi. Si conferma il più intelligente della brigata. Merita di restare al suo posto. Per sempre. Altrimenti ci spariamo. Amen. di Vittorio Feltri

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