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Pd e Forza Italia si rivoltano a Renzi, la contromossa del premier: "Al voto a maggio"

di Nicoletta Orlandi Posti domenica 14 dicembre 2014

2' di lettura

La cosa sembra stia sfuggendogli di mano e il premier non ci sta. Ieri, a sorpresa, la maggioranza è finita sotto in commissione Affari Costituzionali alla Camera con i deputati della minoranza che hanno votano insieme alle opposizioni di Sel, Lega, M5S e al dissidente Fi Maurizio Bianconi. "Pensano di intimidirci, hanno tradito un vincolo, ma non mi conoscono", ha tuonato Matteo Renzi. "Si divertono a mandarci sotto per far vedere che esistono, persino a costo di votare con Grillo e Salvini. Questo è il loro livello. Non hanno tenuto fede alla parola data. Però non vale la pena arrabbiarsi. Andranno sotto in aula. E quindi andiamo avanti". Ma Renzi non ce l'ha solo con i ribelli del Pd. Subito dopo il voto lancia infatti segnali ben precisi anche a Silvio Berlusconi e a Forza Italia. "Se lui molla l'accordo, noi andiamo dritti sulla nostra strada con il Mattarellum e ci presenteremo da soli alle elezioni, visto che il Pd è un partito maggioritario, con quel sistema", avrebbe detto Renzi secondo il retroscena del Corriere della Sera. Il che significa, spiega Maria Teresa Meli, non solo rompere con Berlusconi, con tutto quel che ne consegue (per esempio, che il numero uno di FI non toccherà palla sull'elezione del capo dello Stato), ma prefigurare un voto politico ravvicinato, quando il Mattarellum verrà approvato dalle Camere. Tant'è che si ipotizza già un possibile "election day" a maggio con Regionali, Comunali ed elezioni politiche. Ma questa, al momento almeno, è più che altro un'arma di pressione, perché lo scioglimento anticipato della legislatura non è l'obiettivo prioritario di Renzi, il quale, peraltro, è convinto che, alla fine, "Berlusconi non romperà". Però, è chiaro, che di incidente in incidente, di problema in problema, si potrebbe comunque scivolare verso il voto anticipato. Anche perché tra i renziani cresce la tentazione di andare alle elezioni. Lo scrive chiaramente Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e deputato Pd su Twitter: "I frammenti di minoranza finalmente si uniscono. Obiettivo impallinare il governo. Con amici così a che servono i nemici? Elezioni subito".

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