Nella giornata di sabato 23 novembre, a Roma, l'incontro tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Tra il grande capo e il capo politico di cui tutti, o quasi, nel M5s vogliono la testa dopo il voto su Rousseau che obbliga il M5s a presentarsi alle regionali in Emilia Romagna e Calabria. Grillo e Di Maio, anche loro da giorni ai ferri corti, col comico che non condivide la linea e le pulsioni che spingono Di Maio verso la crisi di governo. Al termine del faccia a faccia, Beppe Grillo ha confermato la leadership di Giggino: "Il nostro capo è lui, non rompetegli i co***". Insomma, è finita a tarallucci e vino? Forse. O forse no, e quest'ultima è opinione diffusa. Ed è anche l'opinione di Paolo Mieli, che ha detto la sua a Stasera Italia, su Rete 4: "Se analizziamo l'incontro di oggi tra Grillo e Di Maio è chiaro come sia il volto che la postura fisica di entrambi suggerisse una tensione altissima - sottolinea l'ex direttore del Corriere della Sera -. Non erano allegri e mi sembrava una scena tesa", conclude Paolo Mieli. Leggi anche: "Sardine destinate a sciogliersi": la profezia di Paolo Mieli