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Coronavirus in tribunale, rivolta contro Bonafede: "Ha sottovalutato i rischi"

Fabio Rubini
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«I decreti emanati dal Consiglio dei Ministri per quanto riguarda le misure per contenere l' emergenza Coronavirus nei tribunali sono semplicemente inadeguati». L' accusa è di Guido Camera, avvocato penalista milanese.

La sua è una dura requisitoria nei confronti del ministro Bonafede e dell' intero governo: «Fin dalla scoperta del primo caso di Covid-19, bisognava prevedere la sospensione a livello nazionale dei termini processuali (quella che già entra in vigore ad agosto), in modo da prevenire i rischi di contagio che, come si è visto, sono arrivati anche al Tribunale di Milano e di Brescia. I silenzi del ministro Bonafede, invece, hanno comportato disagi e anche disparità di trattamento».

L' avvocato Camera, per ribadire la necessità di provvedimenti a livello nazionale, fa anche un esempio: «Io, e come me molti avvocati, non è che operiamo solo a Milano, ma giriamo le regioni. Io in questi giorni sarò in aula anche ad Aosta, Savona e Reggio Emilia...». E ancora: «per non parlare delle precauzioni che si dovrebbero prendere per i processi che vedono coinvolti ultra 65enni e non parlo solo delle parti in causa, ma anche di avvocati, magistrati...».

Al momento, spiega Camera «tutte le decisioni sullo svolgimento o meno di un' udienza sono a discrezione del senso di responsabilità del singolo magistrato. A Milano, proprio ieri, il presidente del Tribunale, raccogliendo la sollecitazione dell' avvocatura unita, ha sospeso fino al 31 marzo le udienze penali e civili non urgenti». Ecco perché «sarebbe stato meglio ordinare subito una sospensione preventiva (che non avrebbe influito sulla prescrizione)». In questo modo, e con direttive precise e tempestive «una volta cessata l' emergenza si sarebbe potuto riprendere subito i lavori a pieno ritmo», invece ora il rischio è di «rallentare o addirittura bloccare l' attività giudiziaria, perché i tempi fisici di recupero non solo quelli di una semplice influenza, ma quelli di una polmonite.
Ora la soluzione più logica sarebbe adottare a livello nazionale la decisione del tribunale di Milano».

C' è poi un altro aspetto che preoccupa Guido Camera: «A Milano ha sede il tribunale delle imprese più grande e più importante d' Italia. In quelle aule ogni giorno vengono discusse cause che mettono in gioco miliardi di euro. Pensate quale disastro economico sarebbe la chiusura delle attività per malattia collettiva dei magistrati della sezione».

Da qui il j' accuse a Bonafede, Conte e Mattarella: «In una situazione d' emergenza come quella che stiamo vivendo, bisognava chiudere tutto subito. Bastava ascoltare quello che dicevano i virologi e cioè: evitare i contatti, limitamdo le attività processuali a quelle prettamente indispensabili».

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