Roma, 14 gen. (Adnkronos) - Il primo verdetto del Viminale sui simboli elettorali arrivera' domani, per quello definitivo della Cassazione occorrera' attendere fino a giovedi'. Poi, i giochi saranno fatti e con la presentazione ufficiale delle liste la campagna elettorale entrera' nel vivo, in vista del voto per le politiche del 24 e 25 febbraio per l'elezione del nuovo Parlamento e la successiva formazione del governo, dopo le consultazioni dei partiti al Quirinale. Ieri alle 16 si e' conclusa la prima fase, iniziata alle 8 di venerdi' scorso con la presentazione dei contrassegni elettorali al ministero dell'Interno. Fase che non ha mancato di sollevare polemiche per i simboli 'clonati' i cui casi piu' eclatanti hanno riguardato il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e gli arancioni della Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia; e anche per i casi di omonimia, come quello che ha visto la lista Scelta civica con Monti che candida il premier uscente Mario Monti affiancata da un'altra Lista Monti presentata da Samuele Monti, consigliere comunale di un piccolo paesino delle Langhe. A regolare l'intera materia e' il Testo Unico delle leggi elettorali numero 361 del 30 marzo 1957 con le sue successive modifiche, le ultime poste con la legge numero 270 del 21 dicembre 2005. In particolare, all'articolo 14 del testo unico elettorale si legge che "i partiti o i gruppi politici organizzati, che intendono presentare liste di candidati, debbono depositare presso il ministero dell'Interno il contrassegno col quale dichiarano di voler distinguere le liste medesime nelle singole circoscrizioni. All'atto del deposito del contrassegno deve essere indicata la denominazione del partito o del gruppo politico organizzato". (segue)




