Roma, 18 gen. (Adnkronos) - "Do atto al candidato Pd alla Presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, della onesta' di aver voluto riconoscere che il punto che ha impedito la chiusura di un accordo, che doveva essere nei fatti, tra Tadicali e Pd e' stato da lui posto con la condizione di dover non candidare i consiglieri radicali uscenti: Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. Certo un 'premio' per aver scoperchiato i due consiglieri radicali lo scandalo dei fondi gestiti illegalmente dai Gruppi Consiliari". Lo afferma il radicale Marco Beltrandi. "Una richiesta immotivata, arrogante, vergognosa, inaccettabile. Capisco che lui, Zingaretti, avesse bisogno di rinnovare la squadra Pd al Consiglio Regionale, ma doverlo imporre anche a chi ha invece lavorato per appena due anni con merito universalmente riconosciuto significa una sola cosa: aderire alla decisione del Pd nazionale di cancellare persino nella loro identita' i radicali e le loro battaglie, i loro successi, le loro specificita'", aggiunge. "Per il Pd i candidati radicali che vanno bene sono solo quelli che non fossero alternativa ma complici di regime: chiunque si distingue nelle istituzioni va cancellato, questo e' il dato di assenza di apertura culturale e mentale della attuale classe dirigente di di questo partito. Do' atto a Storace e al centrodestra del Lazio invece di aver accolto in pieno, in modo piu' che impeccabile, la richiesta di ospitalita' avanzata dai radicali alle tre maggiori coalizioni, per prima a quella capeggiata da Monti, proprio nel riconoscimento della radicale diversita' di tante convinzioni e proposte politiche nostre. A me questo basta e avanza", conclude.




