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Province: Upl, no a ddl Delrio, governo rinunci agli slogan (2)

domenica 17 novembre 2013
Province: Upl, no a ddl Delrio, governo rinunci agli slogan (2)

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(Adnkronos) - "Questo -aggiunge- porterebbe a un ingolfamento del sistema, con i relativi aumenti di costi e inefficienze, e quindi al caos istituzionale. Inoltre, la sostituzione delle Province con enti intermedi di secondo livello, quindi non eletti direttamente dai cittadini, provocherebbe un grave deficit di democrazia: eliminando la legittimazione popolare si toglierebbe a questi enti l'autorevolezza necessaria a fare sintesi sui territori, le cui istanze finirebbero pericolosamente in sordina". "Senza contare il fatto -prosegue- che solo l'indipendenza e la terzietà derivanti dall'elezione diretta possono garantire l'autorevolezza necessaria all'ente di area vasta per l'esercizio di alcune deleghe particolarmente delicate, tra cui quelle relative al territorio e alla pianificazione territoriale, come ad esempio la valutazione dei Pgt". I presidenti delle Province lombarde non ci stanno: "Non si tratta - chiosa Sertori - di difendere dodici poltrone ma i diritti di 10milioni di cittadini lombardi, che di punto in bianco vedrebbero spazzar via un sistema che, sia pure migliorabile, funziona e garantisce loro tutti i servizi fondamentali, a partire dalle scuole e dalle strade. Allora perché non mutuare il sistema lombardo, esportandone l'eccellenza, quale modello per la riforma? Il Governo sembra invece ostinarsi a voler imporre, calandolo dall'alto, il sistema romagnolo, fondato su Unioni di Comuni, a volte di oltre 100mila abitanti, assolutamente impraticabile in Lombardia e verosimilmente nella maggioranza delle Regioni italiane".