Quando qualcosa non va come sperano, a sinistra sono sempre lesti a rispolverare il tema dell’abolizione del suffragio universale. La messa a terra, in pratica, dell’eterno complesso di superiorità morale e politica del popolo progressista rispetto al resto del mondo. Giorgio Dell’Arti, storica firma del giornalismo italiano, ci mette del suo condendo il fine ragionamento con un bel “vaffa” in diretta.
La situazione, a Coffee Break su La7, degenera nel giro di pochi secondi. In studio, Dell’Arti discetta con il conduttore Andrea Pancani. In collegamento dall’Europarlamento, la leghista Susanna Ceccardi agita il capo costernata: «Ma come si fa? Ma come si fa a fare l’apologia dell’abolizione del suffragio universale e della democrazia?». «No Ceccardi non rompermi le scatole», replica in un primo momento il giornalista, mantenendo il self control. Dopo un paio di secondi, però, Dell'Arti sbraca: «Ma vattene aff***lo». Anche Pancani resta di sasso, mentre il suo ospite si guarda attorno mostrando disgusto.
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«Dopo aver ascoltato l’apologia dell'abolizione della democrazia, detta da uno che scrive pure libri e che prima ci ha detto una serie di castronerie, tipo che l’economia con Biden andava meglio - si infervora l’europarlamentare del Carroccio -, guardali te i dati, porta rispetto a una signora, eletta democraticamente dalle persone che hanno votato con il suffragio universale, fortunatamente. Il vostro snobismo antidemocratico ha stufato ed è pericoloso, è veramente sovversivo». «Perché dice “vostro”? Andrea, perché dice “vostro”?», finge di cadere dalle nuvole Dell’Arti.
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