(Adnkronos) - "Mi si contesta di aver utilizzato dei fondi a titolo personale - sottolinea il governatore nella missiva - niente di più lontano dalla verità, dalla mia indole e dalla mia storia. Sgombriamo quindi il campo da ogni possibile equivoco: mi contestano spese per complessivi 25mila euro, in un periodo di quasi 3 anni (circa 800 euro al mese), di cui l'importo più consistente pari a 21mila euro per pranzi, cene e viaggi connessi alla mia attività politica e istituzionale, su tutto il territorio nazionale, per impegni pressoché quotidiani. Non vedo e non riesco ad immaginare come avrei potuto fare simili cene o trasferte, per interessi personali. Giusto per esser ancora più chiaro e diretto: non ho mai fatto cene e festini in maschera, come è avvenuto altrove. Non ne avrei avuto il tempo e non è assolutamente nella mia indole di uomo e padre di famiglia". "Mi contestano - prosegue Governatore - anche di aver pagato un caffè o uno spuntino a persone che si occupano 7 giorni su 7 della mia sicurezza, purtroppo messa a repentaglio dalla mia azione di governo. Fin dall'inizio del mio mandato ho promosso una decisa azione di responsabilizzazione, per ridurre i costi della politica ad iniziare dai compensi di tutti noi consiglieri regionali. Per dare l'avvio a questo processo ho voluto dare l'esempio, riducendomi spontaneamente lo stipendio.Il risparmio che ho prodotto con la mia politica di ridimensionamento dei compensi, che ho tra l'altro condiviso coi miei assessori, è stato destinato al fondo per i cassintegrati piemontesi. Ciò è avvenuto prima dell'azione della magistratura e dei noti scandali che hanno investito altre Regioni". "Quello che mi preme maggiormente - conclude Cota - come uomo prima che come politico, è far sapere a tutti i piemontesi che il loro presidente è una persona onesta, dedita al lavoro, che non esclude la possibilità dell'errore, ma è sempre stato rispettoso delle leggi'.




