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Pasquale Tridico, l'Inps non paga la cassa integrazione ma invita i dipendenti a fotografarsi alla scrivania

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A tutti i dipendenti dell'Inps è arrivata in casella postale una missiva del 26 giugno firmata dal direttore centrale organizzazione e comunicazione, Rocco Laura, con una insolita richiesta: "Scattatevi un selfie", ma indossando una mascherina. "L'iniziativa ha l'obiettivo di rappresentare attraverso immagini, nella fattispecie selfie, il nostro lavoro quotidiano, grazie al quale, nonostante l'emergenza Covid, abbiamo continuato a garantire un servizio costante al Paese", spiega Laura. "Con la partecipazione di tutti vorremmo raccontare come sia stato possibile, grazie alla volontà e alla tecnologia, superare un periodo così difficile, e come l'emergenza ci abbia costretto a reagire con forza, senso del dovere e, a volte, anche con creatività", prosegue ancora il direttore centrale organizzazione e comunicazione.  Il direttore del Tempo, Franco Bechis nel suo editoriale domenicale, critica aspramente l'iniziativa. "L'Inps invece di lanciare una grande operazione di trasparenza e verità sui propri deficit operativi, fosse anche per segnalare con chiarezza le responsabilità di quel disastro che è stata la gestione della cassa integrazione, va a distrarre anche un solo dipendente per un'operazione di distrazione di massa con i selfie, è semplicemente disarmante", scrive il giornalista.

 

 

Bechis, sui ritardi della cassa integrazione, vede un solo colpevole: "Sono convinto non sia colpa di quei lavoratori quello che non ha funzionato in questi mesi, ma di decreti e decretini fatti con i piedi da chi sta al governo. Però quando il flop è sotto gli occhi di tutti, invece di celebrare perfino in questo modo urticante e scomposto il proprio eroismo, chi guidava l'Inps e vedeva arrancare i suoi in un lavoro maldestramente assegnato, doveva alzare pubblicamente la voce con il governo e la sua maggioranza chiedendo correzioni come non è stato fatto", conclude Bechis.

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