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Crisi di governo, Matteo Renzi: "L'unica pregiudiziale? No alla destra sovranista". La dura replica di Salvini e Meloni

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Italia Viva lascia il governo. Nella conferenza del tardo pomeriggio Matteo Renzi è stato chiaro: "Ritiro le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, ma gli sbocchi della crisi li deciderà Giuseppe Conte". Altrettanto chiaro il numero uno di Iv lo è stato quando i giornalisti hanno chiesto l'unica pregiudiziale sul premier. "Nessuna pregiudiziale sui nomi - ha subito replicato -, ma solo sui temi. Non daremo mai vita a un governo con le forze della destra antieuropeista e sovranista. Questa è l'unica pregiudiziale". Un'uscita non nuova, con buona pace di sondaggi e democrazia: tutti al governo ma non Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Mai Lega e Fratelli d'Italia, questo il succo.

 

 

Sempre in conferenza Renzi ha ammesso: "Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri". Il messaggio è chiarissimo: Renzi è disposto ad aprire una crisi di governo in piena pandemia, scelta criticata da molti, ma non ad esercitare la democrazia. "Le elezioni? Le escludo, si voterà seriamente ad aprile 2023", ha tagliato corto. 

Parole a cui hanno indirettamente risposto i due leader di fatto tirati in ballo. Lo hanno fatto sui social. Salvini postando l'elenco di tutti i paesi, e sono parecchi, che nonostante il coronavirus sono tornati a votare o che presto lo faranno. "Il governo in Italia non c'è più? Che si fa?", chiedeva tagliente il segretario leghista. "Litigio infinito, Italiani in ostaggio", aggiungeva. Dunque, sempre su Twitter, le parole chiarissime di Giorgia Meloni: "Italiani in ginocchio, governo allo sfascio. L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito", tuonava la leader di Fratelli d'Italia. Ma no, per Renzi le elezioni non sono un'opzione. Men che meno i sovranisti. Il ritornello non cambia. Mai. La sinistra e il M5s, per la poltrona, sono pronti a qualsiasi giochetto di palazzo. Sulla pelle degli italiani.

Successivamente, i leader del centrodestra, dunque anche Silvio Berlusconi, hanno diffuso una nota congiunta con un appello rivolto direttamente a Sergio Mattarella: "Bisogna fare presto. L’Italia non può aspettare le liti, i giochini e le reciproche accuse dei partiti di governo, di Conte e Renzi, dei Cinquestelle e del Pd. 
Il centrodestra è la prima forza politica del Paese e, dopo un vertice che ha confermato la grande compattezza della coalizione, chiede che il Presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti domani in Parlamento per chiedere un voto di fiducia. Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo del Paese una maggioranza coesa ed omogenea, con un programma condiviso e all’altezza dei problemi drammatici che stiamo affrontando, resta quella delle elezioni. Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida: i partiti del centrodestra ribadiscono con chiarezza la loro indisponibilità a sostenere governi di sinistra", concludono i tre leader.

 

 

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